Tre cose su Juventus-Tottenham

La disastrosa prestazione di Khedira, la capacità del Tottenham di non snaturarsi e i problemi della fase difensiva bianconera.
di Redazione Undici 14 Febbraio 2018 alle 13:57

Cosa è successo a Sami Khedira?

Come si può passare nel giro di pochi giorni da marcatore infallibile, autore di due reti contro il Sassuolo, a disastroso performer in una gara in cui non erano concessi errori? Sami Khedira è stato tra i peggiori in campo per i bianconeri scesi in campo contro il Tottenham: i dati dicono 13 passaggi tentati, solo 7 completati, perfino Buffon ha toccato il pallone più volte di lui (14). Sembra impossibile che un giocatore che si avvia verso le 100 presenze in competizioni internazionali possa risultare così avulso dal gioco collettivo. Soltanto il 54% di precisione nei passaggi (73 sul corto e 50 sul lungo), due duelli vinti su 12, una palla persa e soli due tackle tentati sono i dati che restituiscono l’apatia di un giocatore che non può permettersi di venire meno in gare come questa. Certo, è un problema più ampio, di sistema, in cui è sembrata una Juventus rinunciataria nel giocare non solo dopo il 2 a 0 ma anche successivamente. Infine, il modo in cui Dembélé lo manda per i campi restituisce l’immagine straniante di una gara in costante difficoltà.

Ops

Il Tottenham non rinuncia a fare il Tottenham

Non deve essere stato semplice trovarsi sotto di due reti dopo meno di dieci minuti, è uno scenario al limite del drammatico ma che non ha scoraggiato gli uomini di Pochettino. Dopo la prima occasione avuta di testa con Kane, nella mente della Juve deve essersi insinuato un dubbio, ossessivo: “e se questi rimontano”. Così il Tottenham ha lavorato pressando i bianconeri fin dalla costruzione bassa, la Juve si è schiacciata nella propria metà campo e gli Spurs hanno potuto costruire con calma facendo viaggiare il pallone da una parte all’altra del campo. È così che è arrivato il primo colpo di testa del giocatore più letale che la Premier abbia conosciuto negli ultimi anni. La Juve non è più riuscita a ripartire se non con uno scambio Pjanic-Higuaín che avrebbe potuto cambiare, nuovamente, l’inerzia della gara. Basta guardare le heatmap delle due squadre per rendersi contro del problema. Il primo gol degli inglesi arriva da una ripartenza frustrata dall’intensità dei centrocampisti di Pochettino. La seconda frazione dopo il 60′ vede la Juventus incapace di risalire il campo rapidamente, lo fa solo in un paio di occasioni ma senza mai creare problemi reali. I dati finali dicono possesso palla nelle mani del Tottenham, una precisione nei passaggi che nel confronto è completamente a favore degli inglesi e un Tottenham che ha continuato a giocare il proprio calcio, intenso sì, ma anche paziente e ragionato.

Non è il gol di Kane, ma che azione

Parliamo di Buffon e della fase difensiva

Notizia di oggi è che Buffon torna in Nazionale. Il selezionatore ad interim Gigi Di Biagio lo ha convocato perché probabilmente ha bisogno di qualcuno che tenga unite le fila in un momento complicato. I senatori, si sa, servono a trasmettere fiducia, ma cosa succede se la loro affidabilità in campo comincia a calare? Con la questione Europeo 2020 come possibile obiettivo dobbiamo ragionare in termini di merito o di crediti acquisiti. Buffon ieri sera ha prima salvato il risultato scendendo a terra rapidamente su colpo di testa di Kane, ma sulle due reti si può considerare non esattamente irreprensibile. A questo aggiungiamo una certa passività della fase difensiva bianconera, che pur con due centrali che possono tranquillamente coprire la profondità, abbiamo visto troppo schiacciata a protezione delle propria area di rigore. Incapace di alzarsi, ha puntato tutto sulle ripartenze da mettere in atto con gli uomini di maggiore dinamicità. Diciamo che da un certo punto in poi nulla o quasi ha funzionato. Se non fosse stato per la prova gigantesca di un Higuaín capace di lavorare da solo su tutta la trequarti offensiva, avremmo visto poco o nulla per quel che riguarda l’attacco bianconero dei secondi 45 minuti. C’è bisogno comunque di scelte coraggiose, altrimenti si rischia di rovinare la bontà di quanto fatto in questi mesi. Chissà se Allegri sarà in grado di prenderle.

La punizione di Eriksen, la caduta di Buffon
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