Come si cercava un allenatore nel 1925

L'Arsenal pubblicò un annuncio su un giornale, con anche una stringente indicazione di carattere economico.
di Redazione Undici 02 Maggio 2018 alle 12:01

L’addio di Arsène Wenger all’Arsenal a fine stagione chiuderà una fase storica dei Gunners, importante e duratura. Non la semplice fine di un ciclo: il tecnico francese, nelle sue 22 stagioni di permanenza sulla panchina del club londinese, ha dato all’Arsenal un’immagine diversa, quella di una squadra brillante e divertente, così diversa dal “boring Arsenal”, specializzato negli “one-nil”, che il calcio inglese aveva conosciuto negli anni precedenti all’arrivo dell’allenatore di Strasburgo. Dopo un’era di così grande impatto, c’è grande curiosità attorno al profilo che sarà il successore di Wenger: al momento non c’è nessun nome in pole position, ma numerose sono state le ipotesi avanzate dai media. C’è il tecnico di grido – Ancelotti o Conte –, l’emergente – Tuchel, se non dovesse finire al Psg – e persino il fedelissimo di Wenger – Vieira o addirittura Henry – per dare continuità al progetto tecnico. Di certo, sarà una decisione molto delicata per il management dei Gunners: i rivali del Manchester United, per esempio, non hanno mai assorbito del tutto il contraccolpo dell’addio di Sir Alex Ferguson, soprattutto nei mesi immediatamente successivi, scanditi dal fallimento di Moyes.

Se oggi l’Arsenal lavora in gran segreto per chiudere l’accordo con il nuovo allenatore, nel 1925 le cose erano decisamente diverse. L’allora tecnico dei Gunners, Leslie Knighton, aveva lasciato, e il club era in cerca di un suo successore. La società decise di pubblicare un annuncio su un giornale specializzato nelle cronache sportive, l’Athletic News. Pubblicato l’11 maggio del 1925, nell’annuncio si legge che l’Arsenal cerca un profilo «con grande esperienza e che possegga le più alte qualifiche per il ruolo. Si pregano i signori che richiedono un salario esorbitante per costruire una buona squadra di evitare la candidatura».

La scelta, alla fine, ricadde su Herbert Chapman, all’epoca allenatore dell’Huddersfield Town, che proprio all’Arsenal si affermò  come uno degli allenatori più influenti nella storia del gioco. Nello stesso periodo, ci fu un’importante modifica della regola del fuorigioco – la riduzione da tre a due del numero minimo di giocatori tra la porta e il giocatore avversario – che fu determinante nel successo del sistema di Chapman, il noto “WM”. Chapman rimase all’Arsenal fino al 1934, anno della sua morte, vincendo con i Gunners due campionati inglesi e una Fa Cup. Una statua in suo onore sorge oggi all’esterno dell’Emirates.

>

Leggi anche

Calcio
I calciatori professionisti si stanno prendendo anche LinkedIn
Da Alberto Paleari a Mario Götze, una nuova generazione di atleti ha scelto una nuova piattaforma per parlare di business, salute mentale e attivismo. Riscrivendo così i modelli del personal branding sportivo
di Redazione Undici
Calcio
Atalanta, Juve, Milan, Inter e Roma hanno dei settori giovanili che funzionano, ma i numeri sono ancora molto lontani da quelli dei top club
L'ultimo rapporto del CIES parla chiaro: le società di Serie A hanno dei vivai meno produttivi rispetto a quelle che comandano gli altri campionati europei.
di Redazione Undici
Calcio
Yassine Bounou l’ha fatto di nuovo: il Marocco è andato ai rigori e lui è stato decisivo (con una parata mai vista prima)
Il portiere dell'Al-Hilal ha confermato le sue straordinarie capacità sui tiri dagli undici metri.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid ha subito un incredibile Giant Killing in Copa del Rey, ma in realtà è una cosa che succede piuttosto spesso
Quella di ieri subita dall'Albacete è solo l'ultima di una lunga serie di sconfitte sorprendenti nella coppa nazionale.
di Redazione Undici