Le difese vincono i campionati, gli attacchi la Champions

Roma-Liverpool è stata la semifinale con più gol di sempre, il Real Madrid ha preso cinque reti in casa nelle ultime due partite: nessuno difende più in Europa?
di Redazione Undici 03 Maggio 2018 alle 13:55

Una delle massime più famose dello sport, coniata in America ma buona anche per il calcio europeo, è “l’attacco vende i biglietti (o, in un’altra versione, l’attacco vince le partite), la difesa vince i campionati”. È vero: in Serie A, per esempio, l’ultima squadra ad aver conquistato lo scudetto senza la miglior difesa è stata l’Inter nel 2006/07, prima con 97 punti e 34 gol subìti, gli stessi della Roma seconda (75 punti) e uno in più della Lazio terza a quota 62.

L’attuale edizione della Champions League, tuttavia, potrebbe far pensare a un’aggiunta: “Le difese vincono i campionati, gli attacchi vincono le Champions”. Con 13 gol segnati tra andata e ritorno (5-2 per i Reds ad Anfield e 4-2 per i giallorossi all’Olimpico), quella tra Liverpool e Roma è stata la semifinale con più reti nella storia della massima competizione europea dal cambio di nome avvenuto nel 1992/93. Per quanto riguarda la Coppa Campioni, il record è di 16 gol in Eintracht Francoforte-Rangers del 1959/60 (6-1 e 6-3).

Gli inglesi, terzi in Premier League con la sesta miglior difesa, quest’anno sono andati a segno 46 volte in Champions League – preliminari compresi – e, con il colpo di testa di Georginio Wijnaldum per il momentaneo 2-1 di ieri sera, hanno superato il precedente primato che apparteneva al Barcellona 1999/00, 45 gol in 16 partite. Il tridente composto da Mohamed Salah, Roberto Firmino e Sadio Mané, 29 reti complessive, è diventato il più prolifico nella storia della competizione, meglio anche di Cristiano Ronaldo, Gareth Bale e Karim Benzema (la “Bbc”) del Real Madrid 2013/14.

Nessuno difende più in Europa? Da quando siede sulla panchina dei Blancos, Zinédine Zidane non ha mai perso una sfida a eliminazione diretta in Champions League. Ma il suo Real dietro è tutt’altro che perfetto e in Liga è terzo con la quinta miglior difesa. Tra quarti e semifinale di Champions, al Santiago Bernabéu, ha preso cinque gol: tre contro la Juventus e due dal Bayern Monaco, riuscendo comunque a passare il turno in entrambe le occasioni vincendo le sfide d’andata in trasferta rispettivamente per 3-0 e 2-1. Un po’ per dna e un po’ per l’idea di calcio dell’allenatore francese, il Real è una squadra che non sa difendere il risultato (anche per scelte tattiche discutibili, come l’assenza di Karim Benzema nel ritorno con la Juventus e quella di Casemiro contro il Bayern) ma che, appena può, scatena tutto il suo potenziale offensivo con l’obiettivo di segnare un gol in più degli avversari. Sotto questo aspetto, il giocatore più iconico della squadra di Zidane è Marcelo, terzino sinistro (solo sulla carta) da tre gol, due assist e 1,7 passaggi chiave a partita – terzo in questa classifica dietro a Toni Kroos e Isco – in 10 presenze stagionali in Champions.

Tra le formazioni che quest’anno hanno raggiunto i quarti di finale, Real Madrid e Liverpool sono quelle che mediamente tirano più volte in porta durante un incontro dopo il Bayern Monaco (18,8 i tedeschi, 17,6 gli spagnoli, 15,9 gli inglesi) e subiscono più conclusioni da parte degli avversari (11,9 e 11 a partita), escludendo squadre più deboli e quindi fisiologicamente più esposte come Roma (13,6) e Siviglia (13,4). Il Guardian ha già scritto che l’unica cosa certa della finale sarà il caos: un titolo perfetto per un match che, tra i vari duelli in campo, vedrà affrontarsi sulla fascia Marcelo contro Salah.

>

Leggi anche

Calcio
Il Brighton ha aggiunto un preparatore degli All Blacks al suo staff tecnico
Mike Anthony ha lavorato per tanti anni con la Nazionale neozelandese di rugby, e adesso proverà a importare i suoi metodi anche in uno dei club più visionari del panorama europeo.
di Redazione Undici
Calcio
Lo scontro diretto ha dimostrato che Inter e Napoli sono le migliori squadre della Serie A
A San Siro è venuto fuori un 2-2 godibile, pieno di giocate, concetti tattici ed emozioni di primo livello.
di Redazione Undici
Calcio
L’ultima diavoleria di Arteta per il suo Arsenal è Thomas Gronnemark, un vero e proprio guru delle rimesse laterali
Il coach danese ha già fatto grandi cose al Liverpool, durante l'era-Klopp, e nel suo campo è considerato come un genio visionario.
di Fabio Simonelli
Calcio
Grazie allo scouting, la Nigeria ha tanti giocatori di talento nati e cresciuti in altri Paesi (e potrebbe averne ancora di più)
Lookman, Iwobi e Ola Aina sono solo i più importanti esempi di un lungo lavoro di pianificazione e diplomazia.
di Redazione Undici