Ulreich ha pensato esattamente “quello”

«Merda, non posso prenderla con le mani!».
di Redazione Undici 04 Maggio 2018 alle 16:01

Il Bayern Monaco è stato eliminato nella semifinale di Champions League dal Real Madrid perdendo 2-1 in casa e pareggiando 2-2 al Santiago Bernabéu. Nella partita di ritorno, sul risultato di 1-1 a inizio secondo tempo, le speranze di rimonta dei tedeschi si sono arenate sull’incredibile uscita a vuoto di Sven Ulreich, che ha permesso a Karim Benzema di siglare il momentaneo 2-1 per gli spagnoli a porta vuota.

Ulreich, portiere 29enne che sta giocando titolare da inizio stagione a causa dell’infortunio di Manuel Neuer, ha ricevuto un pigro retropassaggio da parte di Corentin Tolisso. Pressato da Benzema, il numero 26 del Bayern Monaco non ha rinviato il pallone con i piedi, ma si è tuffato come a voler bloccare la sfera con le mani, togliendole però all’ultimo istante per evitare il calcio di punizione a due in area. In tutto questo, Ulreich ha completamente mancato il pallone e l’attaccante del Real ha avuto vita facile nel segnare.

Qual è la percentuale di colpa di Tolisso?

Vista la dinamica dell’azione, in molti hanno pensato: ma voleva veramente prendere la palla con le mani? La risposta l’ha data lo stesso Ulreich alla Bild: «Ho visto il passaggio e ho visto Benzema arrivare, quindi mi sono posizionato per l’uno contro uno. Però subito dopo ho pensato: “Merda, non posso prenderla con le mani!”. In tutto questo l’ho mancata anche con il piede». Poi ha aggiunto: «In quei pochi millisecondi i pensieri si incrociano e io purtroppo non ho preso nessuna decisione. Cose del genere accadono una volta su 100, ma questo è il destino del portiere. Se gli attaccanti sbagliano non è un problema grave, se sbagliano i difensori lo è un po’ di più, i portieri invece non possono proprio sbagliare. Ho giocato otto mesi senza commettere errori ed è un peccato che sia successo proprio ora».

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici