C’è un caso razzismo nel Chelsea?

Risale agli anni '70, '80 e '90: alcuni ex giocatori di colore delle giovanili accusano due allenatori di umiliazioni e violenze psicologiche.
di Redazione Undici 10 Maggio 2018 alle 15:04

Due ex allenatori delle squadre giovanili del Chelsea, Gwyn Williams e Graham Rix, sono accusati da nove ex giocatori della academy dei Blues di numerosi comportamenti razzisti tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Le storie sono raccontate principalmente dal Guardian, che ha raccolto tre testimonianze all’inizio dell’anno, altre quattro nelle scorse settimane e, negli ultimi giorni, ha intervistato anche due testimoni bianchi degli accusatori che hanno confermato le umiliazioni e le violenze psicologiche sui propri compagni di squadra per il colore della loro pelle. Il Chelsea e la Football Association stanno indagando. Il club di Londra, in un comunicato, ha detto: «Le accuse saranno completamente investigate. Siamo assolutamente determinati a fare la cosa giusta, ad assistere le autorità che stanno indagando e a sostenere pienamente le persone colpite con consulenze per ogni giocatore che ne avesse il bisogno».

Gwyn Williams è considerato una “figura chiave” a Stamford Bridge. Oggi ha 68 anni, è arrivato al Chelsea nel 1979 ed è rimasto fino al 2006, anno in cui è diventato direttore tecnico del Leeds. Rix, ex centrocampista dell’Arsenal e della Nazionale inglese, ha 60 anni e ha lavorato per i Blues dal 1993 al 2000. I due negano da mesi ogni accusa.

Itv News ha intervistato uno degli accusatori

I giovani calciatori, ai tempi anche tredicenni, sostengono che le loro carriere e vite private siano state rovinate da Williams e Rix. Tra le accuse ci sono numerosi insulti razzisti, frasi come «vai a fanculo in Africa» e «vai a vendere la droga e a derubare le vecchiette» e anche aggressioni fisiche, con Rix che una volta avrebbe gettato una tazza di caffè bollente in faccia a un giocatore di colore. In allenamento le partite bianchi contro neri erano «la norma», così come atteggiamenti di isolamento e mortificazione: uno di loro, durante un torneo in Spagna, dice di essere stato umiliato uscendo dal campo per fare posto al secondo portiere.

Le accuse sono state confermate da Grant Lunn e Gary Baker, ex calciatori bianchi dell’academy dei Blues negli anni Ottanta. I due lo scorso weekend hanno incontrato quattro dei sette giocatori che avrebbero subito gli insulti e le violenze e che non riescono più a vedere le partite in televisione per il ricordo di quegli anni. Lunn ha dichiarato: «Uno dei miei compagni, quando eravamo da soli, mi diceva quanto odiasse il modo in cui veniva trattato, i termini con cui era chiamato e tutte le volte che veniva messo in risalto il colore della sua pelle. Quei ragazzi non avevano alcun supporto e non potevano sfidarli. Non c’era nessuno da cui andare e nessuno poteva aiutarli perché, altrimenti, il suo futuro sarebbe stato segnato. Non era una cosa giusta, ora è chiaro. Probabilmente allora non ci rendevamo conto di quanto fosse sbagliato. Per questo ho deciso di parlare ora, c’è voluto così tanto tempo perché l’impatto sulle loro vite è stato forte. Alcuni di questi ragazzi erano calciatori eccellenti e avrebbero potuto fare carriera. Non hanno avuto supporto allora, è giusto che ce l’abbiano adesso».

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