La Nazionale del Brasile non convince Pelé

«Individualmente i giocatori sono molto buoni, ma non siamo una squadra», ha detto.
di Redazione Undici 07 Giugno 2018 alle 11:18

Quando si pensa alle favorite per un Mondiale, non si può non fare il nome del Brasile. La Seleçao ha dominato il girone di qualificazione sudamericano chiudendo a 41 punti, dieci in più dell’Uruguay secondo battuto 4-1 al ritorno dopo il 2-2 dell’andata, e su 18 partite ha ottenuto 12 vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta, all’esordio contro il Cile per 2-0. Da quando in panchina siede Tite, il Brasile ha perso solo quella partita in 20 incontri e ha segnato 44 gol subendone solo cinque.

Il portiere titolare dei verdeoro sarà Alisson della Roma e la difesa può contare, oltre che su Thiago Silva, sull’arma in più del Real Madrid vincitore delle ultime tre Champions League, Marcelo. Oltre a un attacco stellare composto da Neymar, Douglas Costa, Roberto Firmino, Coutinho e Gabriel Jesus, mai come quest’anno il Brasile sembra poter godere − grazie a Casemiro, Paulinho e Fernandinho − di un centrocampo equilibrato, a discapito della tradizionale vocazione offensiva.

Neymar è pronto

Eppure la Nazionale cinque volte campione del mondo non convince del tutto il suo massimo esponente storico, Pelé, oggi 77enne, che ha detto alla Reuters: «Ho la massima fiducia nell’abilità di Tite, ma c’è una cosa che mi preoccupa. Mancano pochi giorni all’inizio del Mondiale e non abbiamo ancora il giusto spirito di squadra. Individualmente i giocatori sono molto buoni, ma non siamo una squadra».

In Russia il Brasile affronterà nel girone Svizzera, Costa Rica e Serbia, ma dovrà fare a meno di Dani Alves, infortunato al ginocchio nel finale della stagione con il Paris Saint-Germain. Anche Neymar ha rischiato di non partecipare alla Coppa del mondo: a febbraio ha accusato una distorsione alla caviglia e una microfrattura al piede ed è tornato in campo da poco, segnando un gol in amichevole alla Croazia. Tuttavia, Pelé ha aggiunto: «Neymar, secondo me, è uno dei migliori calciatori del mondo. Oggi è molto più maturo e ha molta più esperienza, ma non può vincere il Mondiale da solo. Il Mondiale lo vincono le squadre. Il più grande Brasile di sempre è stato quello del 1970, con Tostao, Rivellino, Gerson e Pelé, tutti numeri 10 nelle rispettive squadre di club. Prima della Coppa del mondo del 1970 abbiamo passato più di sei mesi insieme: è questo che ha fatto la differenza».

>

Leggi anche

Calcio
I calciatori professionisti si stanno prendendo anche LinkedIn
Da Alberto Paleari a Mario Götze, una nuova generazione di atleti ha scelto una nuova piattaforma per parlare di business, salute mentale e attivismo. Riscrivendo così i modelli del personal branding sportivo
di Redazione Undici
Calcio
Atalanta, Juve, Milan, Inter e Roma hanno dei settori giovanili che funzionano, ma i numeri sono ancora molto lontani da quelli dei top club
L'ultimo rapporto del CIES parla chiaro: le società di Serie A hanno dei vivai meno produttivi rispetto a quelle che comandano gli altri campionati europei.
di Redazione Undici
Calcio
Yassine Bounou l’ha fatto di nuovo: il Marocco è andato ai rigori e lui è stato decisivo (con una parata mai vista prima)
Il portiere dell'Al-Hilal ha confermato le sue straordinarie capacità sui tiri dagli undici metri.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid ha subito un incredibile Giant Killing in Copa del Rey, ma in realtà è una cosa che succede piuttosto spesso
Quella di ieri subita dall'Albacete è solo l'ultima di una lunga serie di sconfitte sorprendenti nella coppa nazionale.
di Redazione Undici