Calcio

Aleksandr Golovin è già pronto?

Il Mondiale giocato in patria può essere il trampolino di lancio per il giovane centrocampista russo.

MOSCOW, RUSSIA - JUNE 14: Aleksandr Golovin of Russia and Salem Aldawsari of Saudi Arabia battle for possession during the 2018 FIFA World Cup Russia Group A match between Russia and Saudi Arabia at Luzhniki Stadium on June 14, 2018 in Moscow, Russia. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Nonostante la sua giovane età, Aleksandr Golovin vive su di sé parecchie responsabilità per il Mondiale in Russia. Neanche ventitreenne, il centrocampista originario di Kaltan è per distacco il giocatore più qualitativo di una Nazionale dal livello generale piuttosto basso. L’eccezionale esordio contro l’Arabia Saudita (un gol e due assist) ha confermato una volta di più l'assunto. Che il giovane talento avesse un rapporto quasi da predestinato con la sua Nazionale lo si è visto già all’esordio, nel luglio 2015. Oltre ad avere solo 19 anni, Golovin aveva disputato la miseria di 121’ totali con la prima squadra del Cska Mosca – dove era arrivato tre anni prima – senza neanche una partita giocata dal primo minuto. Eppure, nella manciata di minuti concessigli da Fabio Capello, Golovin riuscì addirittura a segnare il suo primo gol da professionista. «Se l’ho fatto esordire a 18 anni non è un caso», dice Capello. «Avevo intravisto in Golovin qualità importanti e decisi di convocarlo per testarlo a un livello più alto. Il tempo mi sta dando ragione, l’ho rivisto di recente e sta mantenendo le aspettative. È una mezzala dotata di fantasia, tecnica ed è pure bravo a calciare le punizioni».

Primo gol sia da professionista che con la nazionale. Ottimo controllo e bella botta di prima al volo dal limite dell’area

L’anno successivo è stato probabilmente quello della maturazione, in cui si è preso la maglia da titolare ed è divenuto protagonista, esordendo in Champions League e strappando pure la (meritata) qualificazione per Euro 2016. Una delle gare simbolo della stagione fu la semifinale di Coppa di Russia contro il Krasnodar, quando con una bellissima doppietta portò in finale i suoi. Tuttavia, la sua evoluzione tattica è stata abbastanza graduale: ci ha messo del fisiologico tempo prima di essere inserito in un contesto che lo esaltasse al meglio. Sotto Slutsky – tecnico del Cska fino al dicembre 2016 – aveva giocato principalmente come esterno e ben poche volte al centro del campo. Per la crescita del ragazzo è stato decisivo l’arrivo di Viktor Goncharenko sulla panchina moscovita, in particolare con l’introduzione del 3-5-2 che collocandolo come interno ha dato maggiore libertà a Golovin, precedentemente un po’ bloccato dal rigido 4-2-3-1 di Slutsky. Ciò gli ha consentito di aumentare tutti i suoi numeri offensivi, sfornando la stagione migliore della sua carriera e facendo la differenza anche a livello internazionale (basta pensare alle partite di Europa League contro Lione e Arsenal).

Nonostante le sue eccellenti qualità nell’ultimo terzo di campo, nel Cska a Golovin è richiesto molto lavoro anche nella prima costruzione (in Nazionale è invece sfruttato quasi solo in avanti). Tant’è che con 50 passaggi a partita è uno dei maggiori distributori di palla dei suoi. Per quanto spesso le grafiche parlino di 3-1-4-2, Golovin si abbassa sempre in appoggio aiuto del vertice basso, con Dzagoev che invece resta più alto e diventa praticamente il trequartista del Cska. Con gli esterni parecchio alti per dare ampiezza, l’avvio di manovra è prerogativa dei 3 difensori più Golovin e il mediano (Natcho).

Canonico avvio di azione del Cska. Esterni alti (Kuchaev fuori inquadratura) e Golovin che si mette in linea con Natcho

Va detto che, nonostante una buona visione di gioco, un’ottima protezione e una notevole pulizia nel corto, quando la pressione alta rivale funziona bene, Golovin non sempre pare a proprio agio nel gestire palloni in zone arretrate, risultando a volte un po’ a corto di idee e finendo per effettuare un appoggio scontato che non dà sostanziali vantaggi alla manovra. È invece molto più letale quando alza il proprio raggio d’azione, in quanto possiede tutte quelle caratteristiche che consentono di incidere parecchio nell’ultimo terzo. Sa muoversi ottimamente, con una versatilità che gli consente di coprire ampie porzioni di campo sia a destra che a sinistra (anche grazie alla libertà datagli dal tecnico). Ha un grande senso dell’inserimento tra le linee, soprattutto nello spazio intermedio sinistro, è in grado di leggere in anticipo le varie situazioni di gioco sfruttando sia la sua intelligenza che le sue eccellenti dote atletiche.

Azione ribaltata velocemente dalla Russia con lancio lungo. Centrocampo saudita che non ripiega e difensori centrali lontani. Golovin approfitta bene dello spazio venutosi a creare tra terzino e difensore, con un puntuale inserimento

Il suo gioco offensivo si è arricchito a dismisura negli ultimi tempi. La conduzione palla al piede è uno degli aspetti che risalta maggiormente e che consente alla sua squadra di risalire velocemente il campo. Con quasi 2 dribbling riusciti a match, è il giocatore del Cska che con più frequenza salta l’uomo. Da notare come, per puntare l’avversario, non abbia bisogno di essere servito in corsa o comunque in situazioni dinamiche. Anche da fermo, possiede un ottimo cambio di passo che abbina a una buonissima protezione di palla nonostante una mole fisica non imponente (69 kg x 1.80). Anche se a volte prova qualche dribbling di troppo, lo fa comunque con criterio, a testa alta, senza infilarsi in vicoli ciechi ma valutando in anticipo le possibilità di sviluppo dell’azione offensiva.

L’azione sembra bloccata. Tuttavia accelera improvvisamente, riuscendo con efficacia a saltare l’uomo e a guadagnarsi una pericolosa punizione dal limite

Per un avversario è difficile rubargli palla quando è in corsa, visto che – in un modo che ricorda abbastanza Hamsik – sa spostarsi con grande naturalezza il pallone dal destro al sinistro, anche grazie ad un ottimo uso del piede debole. L’elevata associatività con i compagni arricchisce le risorse offensive delle squadra in cui gioca, dialoga bene anche in spazi stretti ed è preciso e brillante nell’ultimo passaggio (1,6 passaggi chiave a partita). Possiede inoltre un buon tiro in porta e sa crossare piuttosto bene, dovrebbe forse acquisire maggior personalità ed efficacia nel cambio campo, dove non sempre riesce a dare un’adeguata forza al pallone.

Gol contro la Lokomotiv Mosca con un break dei suoi. Da notare, oltre a tiro perfetto, la finta con cui si sposta il pallone dal destro al sinistro

Osservare l’attitudine difensiva di Golovin ci aiuta a comprendere meglio la personalità del giovane. A volte, profili di questo tipo abbinano estro negli ultimi metri a pigrizia nel ripiegamento o, più in generale, mollezza in fase di non possesso. Il russo, invece, nonostante spesso quando i suoi perdono palla si trovi in una posizione tendenzialmente alta, si mette subito a rincorrere con grande sacrificio l’avversario. Entra in contrasto con buona frequenza (1,4 tackle a partita) ed effettua un intercetto a partita, dimostrando una significativa generosità dal punto di vista difensivo. Basti pensare che è il secondo giocatore del Cska per falli commessi.

L’avversario esita, Golovin recupera il possesso con un gran bel ripiegamento

Nonostante ciò, a volte è un po’ troppo leggero nei contrasti. Per quanto li provi con buona frequenza, non sempre è efficace, e inoltre tende a non essere sempre irreprensibile quando è puntato dall’avversario, lasciandosi a volte saltare troppo facilmente: necessita probabilmente di un miglior utilizzo del corpo in queste situazioni. Inoltre, tendendo a staccarsi dalla mediana per andare in pressing, potrebbe crescere ulteriormente in un sistema caratterizzato da una difesa posizionale in zone più arretrate.

Dinamico nel cercare l’immediata riconquista, tuttavia l’avversario lo supera facilmente

La sensazione è che ormai, per quelle che sono le sue caratteristiche, sia pressoché giunto a un livello quasi massimo di ciò che può dare nella Prem’er-Liga, e che una sua nuova crescita (sia tecnica che tattica) non possa prescindere dal misurarsi in un contesto più probante. Quel che è certo è che, in un Paese che fa una fatica enorme a produrre e valorizzare calciatori, Golovin sia uno dei talenti russi più interessanti degli ultimi anni, con una personalità fuori dal comune (dovuta anche al contesto duro in cui ha iniziato a giocare a calcio). Già diversi top club sembrano interessati a lui, ed è più di un’ipotesi che a breve avvenga il grande salto.


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