Owen e gli “odiosi” anni di fine carriera

L'ex Liverpool ha parlato degli ultimi sei anni in campo, quando dopo i tanti infortuni ha cominciato a odiare il calcio.
di Redazione Undici 27 Agosto 2018 alle 12:34

Nel 2001 Michael Owen vinse il Pallone d’Oro: a 22 anni e 17 giorni, era il secondo calciatore più giovane di sempre, dopo Ronaldo nel 1997. Per il giocatore del Liverpool, che con i Reds giocò dal 1996 al 2004 per un totale di 158 reti in 274 partite (per due volte, tra l’altro, capocannoniere della Premier League), la conferma di una carriera luminosa in costante ascesa. Purtroppo per l’inglese, tali premesse andarono in frantumi con i continui infortuni che cominciarono a torturarlo. Dopo un’anonima parentesi con il Real Madrid nel 2004/05, nel 2006 Owen fu vittima di un grave infortunio al legamento crociato. L’attaccante, allora al Newcastle, restò così lontano dai campi per oltre 300 giorni, con l’atteso rientro di volta in volta procrastinato. Owen avrebbe poi trascorso gli ultimi anni della carriera tra Manchester United e Stoke City, continuando a patire numerosi stop fisici, fino al ritiro avvenuto nel 2013.

Una raccolta dei migliori gol di Owen

In un’intervista a Bt Sport, Owen è tornato a parlare di come gli infortuni gli avessero reso impossibile giocare ad alti livelli. «Una volta ero veloce, scattavo, superavo gli avversari. Negli ultimi sei anni circa sono cambiato nell’unico tipo di giocatore che riuscivo a essere. Ero pietrificato, non riuscivo a scattare. Perché sapevo che mi sarei strappato. La cosa peggiore è il tuo istinto che ti dice di fare cose che hai sempre fatto nella tua vita, ma poi pensi: “No, non farlo”. Per sei o sette anni ho odiato il calcio, non vedevo l’ora di ritirarmi. Non ero più io, è finita con la gente che pensava che fossi solo un grande realizzatore, e nient’altro. Ammiro chi riesce a giocare per amore del gioco, quelli che scendono di categoria e affrontano avversari di livello più basso. Ma per me era una tragedia».

>

Leggi anche

Calcio
L’intelligenza artificiale aveva detto al presidente della Real Sociedad che prendere Pellegrino Matarazzo sarebbe stato un errore, poi però si è corretta
Il direttore sportivo Erik Bretos spingeva per assumere l'ex tecnico dello Stoccarda, e alla fine ha avuto ragione lui.
di Redazione Undici
Calcio
Le squadre del Brasileirão hanno esonerato dieci allenatori nelle prime dieci giornate di campionato, ed è una cosa normalissima, che succede da sempre
Alla base di questo ricambio continuo ci sono problematiche di sistema, quindi economiche, ma anche prettamente culturali.
di Redazione Undici
Calcio
Lo Schalke 04 è rinato grazie a un allenatore che ha saputo plasmare la squadra sull’identità della città e della tifoseria
Chi è Miron Muslic, l'allenatore che ha portato Dzeko allo Schalke 04 e lo Schalke 04 di nuovo a un passo dalla Bundesliga.
di Redazione Undici
Calcio
La Real Sociedad ha vinto la Copa del Rey grazie al contributo di 13 giocatori cresciuti nel vivaio
Anche la finale contro l'Atlético Madrid, non a caso viene da dire, è stata decisa da quattro canterani.
di Redazione Undici