Il ritorno di Renato Sanches

Nel suo vecchio stadio, certo, ma anche ai suoi livelli.
di Redazione Undici 20 Settembre 2018 alle 11:02

Il 30 giugno 2016 Portogallo e Polonia si sfidarono per i quarti di finale degli Europei francesi, in quella competizione che, di lì a poco, si sarebbe trasformata in un trionfo per la selezione lusitana. I portoghesi riuscirono a spuntarla soltanto ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul punteggio di 1-1: i gol erano stati segnati da Robert Lewandowski e Renato Sanches. Gli stessi nomi, cioè, che hanno firmato la vittoria del Bayern Monaco sul campo del Benfica, nella prima partita del girone di Champions League.

Il gol di Sanches alla Polonia

Se Lewandowski, tra le due partite, ha segnato la bellezza di 110 reti in partite ufficiali, nello stesso periodo Renato Sanches non è mai riuscito a mettere a segno un gol. Cartina di tornasole di due stagioni decisamente complicate per l’ex enfant prodige del calcio portoghese: passato al Bayern Monaco nel 2016 per la cospicua cifra di 35 milioni, Sanches ha vissuto una difficile stagione di ambientamento in Baviera, tanto da convincere i dirigenti del club tedesco a fargli fare un’esperienza all’estero, in una squadra dalle ambizioni e dalle pressioni decisamente minori. La scelta ricadde sullo Swansea, ma Sanches continuò a rendere sotto le aspettative, complice anche un infortunio nella seconda parte di stagione: tra le classifiche delle maggiori delusioni compilate dai giornali inglesi, il suo nome non mancava mai.

Quest’anno, tornato al Bayern, per il ventunenne Renato Sanches si prospettava una nuova stagione da comprimario, se non addirittura da separato in casa. Le prime gare di campionato hanno suffragato questa tesi; poi, nel match del Da Luz, Kovac ha deciso di farlo partire titolare. Contro la sua ex squadra, dove è entrato giovanissimo, a nove anni, per poi debuttare in prima squadra all’età di 18 anni, Sanches è tornato a essere il giocatore di cui il Bayern si era innamorato: grande dinamismo, corsa e qualità. Con la soddisfazione del gol, quello del 2-0, che ha messo al sicuro il risultato.

Il gol del 2-0 al Benfica: è lo stesso Sanches a cominciare l’azione risalendo il campo, per poi spingere in rete il suggerimento di James Rodríguez

Alla rete di Sanches, il pubblico del Da Luz si è alzato in piedi ad applaudirlo. «Voglio ringraziare il Benfica e i tifosi», ha detto il centrocampista portoghese. «Per me è stato un momento davvero speciale, e giocare questa gara era molto importante per me». Niko Kovac ha speso parole di elogio nei suoi confronti: «Come avevo già detto, Renato non veniva con noi per farci da guida di viaggio. In effetti avrebbe dovuto giocare Thiago Alcantara, ma con la sua assenza ho pensato che questo potesse essere il momento giusto per Sanches. Quello che ha fatto stasera è stato fantastico. Alla sua giovane età, è già un così grande giocatore: grande tecnica e fisicità. Devo complimentarmi con lui e con i tifosi del Benfica, che lo hanno applaudito. Non è qualcosa che succede molto spesso».

>

Leggi anche

Calcio
Alla Roma si vuole vincere in fretta, a Bournemouth si può fare calcio guardando al futuro: intervista a Tiago Pinto
Il President of Football Operations del Bournemouth racconta la sua carriera, le sue esperienze in giro per l'Europa e la sua nuova vita in Premier League: un ambiente in cui si può lavorare in modo creativo e visionario, e non solo per le grandi disponibilità economiche.
di Francesco Paolo Giordano
Calcio
La FIFA vuole ampliare il Mondiale per Club a 48 squadre, e ora pare che anche la UEFA sia d’accordo
In altre parole, tra Gianni Infantino e Aleksander Ceferin sta tornando il sereno.
di Redazione Undici
Calcio
Sondre Fet ha segnato in Bodo/Glimt-Inter, ma fino a qualche anno fa era un fondista e ha battuto Johannes Klaebo, l’atleta più vincente nella storia delle Olimpiadi Invernali
Dagli sprint con gli sci a quelli in area di rigore il passo può essere sorprendentemente breve.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bodo/Glimt sta dimostrando di essere diventato una squadra forte, non più soltanto “strana” e difficile da affrontare
Altrimenti non si battono in sequenza Manchester City, Atlético Madrid e Inter.
di Redazione Undici