Cosa succede alle maglie da calcio invendute delle passate stagioni?

Ci sono vari metodi per smaltirle.
di Redazione Undici 19 Ottobre 2018 alle 11:10

Possedere la maglia della propria squadra di calcio è un piacere a cui tutti i tifosi hanno ceduto prima o poi nella loro vita. Tuttavia, come tutti i prodotti di consumo, le maglie diventano obsolete nell’istante in cui quel giocatore che hai scelto per personalizzarla viene ceduto, o più semplicemente, quando viene presentata la divisa ufficiale della nuova stagione. Inoltre nonostante le stime di vendita siano fatte da professionisti del settore, capita spesso che un club o un negozio si trovi a dover gestire un numero troppo elevato di maglie, che quindi non riesce a vendere in toto.

L’Equipe si è posta questo quesito e ha elencato i vari accorgimenti per gestire la situazione. Un modo elegante per liberarsi di questo surplus è quello di regalare le divise invendute ad associazioni benefiche, come ha fatto il Saint Etienne o a centri di formazione come hanno fatto negli ultimi anni il Basilea, l’Austria Vienna e parecchi club tedeschi. Un’altra soluzione “verde” è quella adottata dalla Stella Rossa che, in collaborazione con Adidas, ha utilizzato la tecnica dell’upcycling per trasformare vecchie maglie di gioco in gonne e tute. Le scelte però più comuni sono quelle del destocking e dei saldi. I prodotti invenduti vengono mandati a negozi discount che li terranno sugli scaffali finché non saranno tutti venduti oppure i diversi distributori, o gli stessi club, possono decidere, come spesso fanno, di applicare cospicui sconti sui prodotti vecchi in modo da favorirne la vendita.

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