I New England Patriots hanno vinto il loro sesto Super Bowl della storia, raggiungendo i Pittsburgh Steelers in testa all’albo d’oro. Se l’uomo copertina resta il quarterback Tom Brady, il miglior sportivo di sempre a detta di molti, la vittoria di domenica contro i Los Angeles Rams ha avuto come grande protagonista la difesa. La franchigia del Massachusetts ha concesso solo un field goal ai californiani e il 13-3 con cui ha vinto ad Atlanta è il punteggio più basso nella storia del Super Bowl. Se Jared Goff e l’attacco dei Rams hanno vissuto una serata da incubo, il merito va a una persona: Bill Belichick, coach dei Patriots. Come spiega Espn, il sesto Super Bowl vinto da New England è stato il capolavoro difensivo di Belichick, che prima di diventare capo-allenatore era stato per anni specialista della difesa in diverse franchigie Nfl. Nel match di Atlanta, il 67enne coach è riuscito a ingabbiare l’azione offensiva dei Rams (seconda squadra nella storia a non segnare nemmeno un touchdown al Super Bowl), dando una lezione al collega McVay, di trentaquattro anni più giovane.
È stato il Super Bowl con il punteggio più basso di sempre
E hanno vinto i Patriots.
di Redazione Undici 04 Febbraio 2019 alle
15:50
>
Leggi anche
Sergio Ramos si è messo in testa di comprare il Siviglia, e pare che abbia già presentato un’offerta con un gruppo di investitori
Il club andaluso vive una crisi senza precedenti, in campo e fuori, ed è alla ricerca di un nuovo progetto.
Uno dei candidati alla presidenza del Barcellona, Marc Ciria, ha detto che farà di tutto per far tornare Lionel Messi
Il ritorno della "Pulce" in Catalogna fino a poco tempo fa sembrava una suggestione, ma ora a Barcellona ci credono davvero.
Il calcio italiano continua a produrre difensori molto forti, e che ora in campo sanno fare qualsiasi cosa
Bastoni e Buongiorno, Calafiori e Scalvini, Udogie e Leoni: c'è una nuova generazione di centrali e terzini che non sono bravi solo a marcare, ma anche a impostare il gioco, a rifinire e a finalizzare la manovra offensiva.
All’Aston Villa, Emery ha fatto ciò che non gli era riuscito all’Arsenal: avere il pieno controllo su tutto ciò che riguarda il club
L'allenatore spagnolo controlla tutto, dalle stanze dei giocatori al menu dei pasti del centro sportivo.