La nuova era del Benfica

Una squadra giovanissima ha vinto in casa del Galatasaray.
di Redazione Undici 15 Febbraio 2019 alle 13:48

La vittoria del Benfica in casa del Galatasaray, a pochi giorni dal clamoroso 10-0 al Nacional de Madeira, è estremamente significativa. Intanto, è il primo successo della storia del club in Turchia, prima di ieri sera la squadra lusitana aveva raccolto tre pareggi e tre sconfitte nelle sue trasferte sul Bosforo, contro Fenerbahce (due sconfitte e un pareggio), Besiktas (un pareggio), Trabzonsport (un pareggio) e Galatasaray (una sconfitta). Il 2-1 firmato da Salvio e Seferovic (in mezzo il pareggio di Luyindama) infrange dunque un tabù, ma soprattutto conferma il successo della politica del club di Lisbona. Per un motivo evidente: la squadra schierata in campo ieri sera dal tecnico Bruno Lage (subentrato un mese fa a Rui Vitória e confermato fino al termine della stagione) aveva un’età media di 22,9 anni. Soprattutto, tra campo e panchina c’erano 6 calciatori cresciuti nell’academy del club.

Un successo su tutta la linea: il Benfica ha vinto sul campo ma ha vinto soprattutto dal punto di vista manageriale, perché una squadra che riesce a violare un campo difficile come quello di Istanbul è senza dubbio competitiva. Il fatto che sia composta da ragazzi giovani, tra l’altro allevati nelle proprie strutture di proprietà, è un certificato sul futuro a medio-lungo termine della società. Un rapido excursus di nomi: Rúben Dias (21 anni, difensore centrale),  Francisco Reis Ferreira “Ferro” (21 anni, difensore centrale), Yuri Ribeiro (22 anni, terzino sinistro), Gedson Fernandes (19 anni, centrocampista centrale) Florentino Luís (19 anni, centrocampista centrale), João Félix (19 anni attaccante): questi i calciatori cresciuti nel Benfica che hanno giocato dall’inizio ad Istanbul. In panchina c’era anche il 19enne attaccante Jota.

Un po’ delle migliori giocate di João Félix

Tra questi, l’elemento (già) più riconoscibile è senza dubbio João Félix, autore di 7 gol e 3 assist in Primeira Liga nelle 13 partite giocate in questa stagione. Un potenziale fuoriclasse del futuro, l’uomo di punta della prima generazione allevata nel nuovo centro di Seixal, inaugurato nel 2006. Alle porte di Lisbona, il Caixa Football Camp ospita la prima squadra ma anche tutte le attività delle giovanili, è una sorta di cittadella sportiva in cui si studia calcio in maniera intensiva, secondo la filosofia del Benfica. Un investimento importante, che sta portando grandi risultati e che si è rinnovato nel tempo: al termine della stagione 2016/2017, il club biancorosso offrì 51 contratti professionistici ad altrettanti calciatori Under 21 cresciuti a Seixal. Oggi quella nidiata si è presa la squadra titolare, e ha confermato come una squadra competitiva possa essere costruita in modo sostenibile.

>

Leggi anche

Calcio
L’Arsenal ha stipulato un accordo di partnership globale con Facebook e WhatsApp, ed è la prima volta che Meta collabora con un club di calcio così importante
Meta aveva già lavorato con Mercedes, team di Formula Uno, e ora ha aperto la strada a un mercato potenzialmente enorme.
di Redazione Undici
Calcio
L’Union Berlin ha scelto di affidare la squadra a Marie-Louise Eta, che così diventerà la prima allenatrice donna nella storia della Bundesliga e dei cinque campionati top in Europa
La squadra tedesca ha compiuto una scelta che non si era mai vista prima, quantomeno a questo livello.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici