Il Manchester United non sa vendere bene

Solo quattro operazioni in uscita hanno portato in cassa più di 20 milioni di sterline.
di Redazione Undici 22 Febbraio 2019 alle 12:39

Secondo l’ultima Football Money League pubblicata da Deloitte, il Manchester United ha il terzo fatturato più alto tra le società calcistiche, 666 milioni di euro derivanti in gran parte dagli accordi commerciali (circa il 47%). Una voce che incide poco sul bilancio del club inglese è senza dubbio il calciomercato in uscita. Basta scorrere l’elenco di tutti gli affari negli ultimi anni per rendersi conto che cessioni e plusvalenze non sono le specialità del management di Old Trafford. Solo quattro trasferimenti sono stati conclusi per una somma superiore ai 20 milioni di sterline (circa 24 milioni di euro): Cristiano Ronaldo al Real Madrid nel 2009 (94 milioni di euro), Di María al Psg nel 2015 (63 milioni), David Beckham nel 2003 al Real Madrid (37 milioni) e Morgan Schneiderlin all’Everton nel 2017 (24 milioni di euro). In realtà, anche Mkhitaryan è stato venduto per una cifra importante (34 milioni), ma il suo passaggio all’Arsenal nel gennaio 2018 va considerato come uno scambio alla pari con Alexis Sánchez.

Le altre operazioni in uscita hanno avuto costi molto più bassi, esiste una sorta di cronologia delle minusvalenze: Depay è stato comprato per 34 milioni di euro e poi rivenduto per 16, Kagawa è arrivato per 16 milioni di euro e ceduto per 8, Blind è tornato all’Ajax dopo quattro stagioni con un prezzo leggermente inferiore a quello d’acquisto (17 milioni di euro contro 16). Evidentemente, il business plan del Manchester United non prevede che il player trading possa essere una risorsa, oppure più semplicemente l’attuale dirigenza non ha ancora capito come si può vendere bene sul mercato, a parte poche – anche se eclatanti – eccezioni.

>

Leggi anche

Calcio
Il Manchester City sta per completare l’acquisto di Guehi dal Crystal Palace, un affare che gli farà superare i 500 milioni di euro spesi in meno di un anno
Con l'arrivo del centrale del Crystal Palace, la cifra record sarebbe realtà. E la rivoluzione di Guardiola non è ancora finita.
di Redazione Undici
Calcio
Rocco Commisso voleva lasciare il segno nel calcio, alla Fiorentina e non solo, e ci è riuscito
Il presidente del club viola è morto negli Stati Uniti, e la sua vita è stata divisa tra imprenditoria e passione per il gioco.
di Redazione Undici
Calcio
Secondo i giornali inglesi, la prima settimana di Rosenior al Chelsea è stata piena di cose strane
Per esempio far giocare Cole Palmer coi pezzi dei LEGO, e rendere il tutto assolutamente sensato.
di Redazione Undici
Calcio
Il manager all’inglese sta sparendo anche dall’Inghilterra, anche come professione: in Premier League, infatti, ce ne sono solamente cinque
E c'entra la contemporanea ascesa del direttore sportivo, sulla falsariga delle mansioni ricoperte in Italia.
di Redazione Undici