Quando i giocatori si rifiutano di uscire

Kepa che disobbedisce a Sarri è un film già visto in passato.
di Redazione Undici 25 Febbraio 2019 alle 13:30

Al 117esimo minuto di Chelsea-Manchester City, finale di Coppa di Lega inglese, il portiere dei Blues Kepa Arrizabalaga è stato richiamato in panchina da Maurizio Sarri. Solo che il portiere spagnolo si  è rifiutato di uscire, semplicemente. L’ex tecnico del Napoli aveva pensato di sostituire il numero uno basco con Willy Caballero in vista dei calci di rigore – pare oltretutto che Kepa avesse qualche problema fisico. Alla decisione di Sarri è seguito un minuto surreale, in cui il portiere del Chelsea ha fatto capire platealmente di non voler uscire: da regolamento, il giocatore rifiuta la sostituzione resta in campo, e il gioco riprende. Infatti Caballero si è seduto nuovamente in panchina e il Chelsea ha poi perso ai rigori (con Kepa che ha neutralizzato un un solo tentativo su cinque, di Leroy Sané). A fine partita, Sarri ha provato a chiudere la polemica: «Con Kepa ho chiarito, pensavo avesse i crampi, è stato un malinteso». Lo stesso portiere ha spiegato che il suo non era un gesto di disobbedienza, semplicemente voleva far capire alla panchina di poter continuare a stare in campo.

Non è la prima volta che un calciatore rifiuta la sostituzione decisa dal suo allenatore. Paulo Henrique Ganso, 29ennne talento brasiliano mai del tutto espresso – e oggi alla Fluminense –, ai tempi del Santos non abbandonò il campo nonostante il suo numero sul tabellone del quarto uomo. Lo stesso fece Ariel Ortega in una partita del River, quando dopo l’espulsione del portiere il tecnico voleva inserire il Mono Burgos: l’ex Samp e Parma si rifiutò di uscire, ma la sua decisione fu un bene per il River, visto che segnò il decisivo gol del 4-3. Anche Cristiano Ronaldo una volta disse a Zidane di lasciarlo in campo quando, nei quarti di finale contro il Bayern della Champions 2017, l’allenatore francese voleva sostituirlo con Asensio – il Real aveva vinto 2-1 a Monaco ma era sotto 1-2 in casa. Ronaldo non uscì e fece doppietta ai supplementari (dopo che aveva segnato anche il primo gol) e il Madrid passò il turno, grazie anche a delle decisioni arbitrali molto contestate. Andò meno bene a Fabianski, portiere dello Swansea, che due anni fa contro il Tottenham decise di rimanere in campo dopo un infortunio nonostante l’allenatore ne avesse ordinato la sostituzione. I gallesi, avanti 1-0, presero tre gol nei minuti finali e persero la partita.

>

Leggi anche

Calcio
Il traghettatore del Chelsea, Calum McFarlane, ha una storia davvero incredibile
La Norvegia, le fondazioni benefiche e poi la crescita all'interno dei Blues. Intanto, però, è un allenatore solo ad interim perché gli manca il patentino.
di Redazione Undici
Calcio
Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio
Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano
Calcio
Grazie alla sua nuova proprietà e alle docuserie sulla squadra, il Wrexham ha attirato tantissimi nuovo tifosi da tutto il mondo (che hanno cambiato l’economia del club e della città)
Una fanbase globale costruita dentro e fuori dal campo, destinata soltanto a crescere se il sogno Premier League dovesse diventare realtà.
di Redazione Undici
Calcio
C’è una squadra di Championship, l’Hull City, che ha rotto completamente le statistiche: è in lotta per i playoff ma i suoi dati avanzati sono da zona retrocessione
Un paradosso che affascina gli addetti ai lavori, e con cui chiaramente gli arancioneri convivono benissimo.
di Redazione Undici