Com’è fatto un report di Mourinho sugli avversari

L'approfondita analisi del portoghese prima di Chelsea-Barcellona, nel 2006.
di Redazione Undici 21 Marzo 2019 alle 12:01

C’è stato un tempo in cui José Mourinho era considerato uno degli allenatori più innovativi al mondo, soprattutto per quanto riguarda il metodo di osservazione degli avversari. In questi giorni, il Mirror ha divulgato in rete alcuni report sul Barcellona scritti dal portoghese – e dal suo vice di allora, André Villas-Boas – durante l’esperienza al Chelsea, prima di un confronto diretto in Champions League. Ci sono dei passaggi controversi – ad esempio quelli in cui Ronaldinho viene definito «constant cheater-falls easily», praticamente un simulatore –, ma il punto più importante riguarda la profondità di analisi su tutti gli aspetti del gioco del Barça.

Il report è organizzato in sezioni: fase offensiva, fase difensiva, transizione positiva e negativa, caratteristiche individuali dei calciatori, schemi su calci piazzati e pattern di gioco frequenti. Quest’ultima parte è una delle più dettagliate, in pratica Mourinho disegna tutte le combinazioni più utilizzate dagli avversari (nella fattispecie parliamo di Ronaldinho ma anche di Messi, Eto’o, Xavi, Deco, Iniesta) in modo da poter lavorare sulle contromisure da applicare in partita. Addirittura, c’è una parte in cui vengono sezionate le rimesse laterali, in base ai movimenti ripetuti dai giocatori offensivi.

Il duello tra Chelsea e Barcellona, tra il 2005 e il 2006, è stato tra i più emozionanti e suggestivi dell’ultimo ventennio di calcio europeo. Da una parte il gioco aggressivo del (primo) Mourinho, dall’altra la qualità assoluta di una squadra che avrebbe vinto la Champions nel 2006 e poi sarebbe letteralmente esplosa a partire dal 2009, grazie alle integrazioni di Guardiola rispetto al lavoro iniziato da Frank Rijkaard. Due sfide in due stagioni, entrambe negli ottavi di finale: nel 2005 prevalsero i Blues , un anno dopo i catalani partirono da Stamford Bridge alla conquista della loro seconda affermazione in Champions League – dopo quella del 1992. Nonostante la precisione avanguardista del lavoro di Mou (e Villas-Boas), il Chelsea fu eliminato dai catalani. Grazie a un gol decisivo di Ronaldinho durante il match di ritorno, quasi per ironia della sorte.

Barcellona-Chelsea, anno 2006
>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici