Kevin De Bruyne ha raccontato il suo addio al Chelsea

«Mourinho mi ha chiamato nel suo ufficio e ha letto tutte le mie statistiche personali».
di Redazione Undici 15 Aprile 2019 alle 16:26

Kevin De Bruyne ha rilasciato una lunga intervista a The Players’ Tribune, in cui ha ripercorso la sua carriera, passo dopo passo. Nella prima parte, il centrocampista del Manchester City parla di Sterling, del fatto che i giornali lo definissero «poco affidabile», e di come la sua valutazione sia cambiata dopo averlo conosciuto. Poi c’è il racconto della sua infanzia, della sua esperienza all’accademia del Genk, di come il suo essere introverso abbia influito sul suo percorso di formazione come calciatore.

Poi, l’arrivo nel grande calcio e un rapporto tormentato con Mourinho. Probabilmente è il passo più significativo del testo, e Mourinho recita il ruolo di protagonista assoluto, come al solito: «I giornalisti hanno scritto tanto del mio rapporto con José, ma la verità è che ho parlato con lui pochissime volte. Dopo la prima stagione in prestito al Werder Brema, avevo la possibilità di firmare con il Borussia Dortmund, o con altri club di Bundesliga. Mourinho, invece, mi ha chiesto di rimanere, di far parte del suo progetto. “Ok, fantastico”, ho pensato. “Faccio parte dei suoi piani”. Ho giocato in alcune partite della prima parte di stagione, poi sono finito fuori squadra e non ho più avuto la possibilità di giocare. E non ho avuto nemmeno una spiegazione».

«Naturalmente, anch’io ho fatto degli errori. Sono stato ingenuo, avrei dovuto gestirmi meglio come giocatore. I tifosi non si rendono conto che i calciatori che giocano di meno finiscono ai margini anche in allenamento. Neanch’io riuscii a capire questo passaggio, ho avuto un’occasione in coppa contro lo Swindon Town ma non ero in forma. A dicembre, Mourinho mi ha chiamato nel suo ufficio. Ha iniziato a leggere da un foglio: “Un assist, zero gol, dieci palle recuperate”. Ho capito che si trattavano delle mie statistiche, poi ha letto quelle degli altri attaccanti. Erano molto migliori rispetto alle mie. Io ho risposto che i miei numeri non potevano essere così alti, dato che avevo giocato di meno. José mi ha detto: “Beh, se Mata viene ceduto tu sarai la quinta scelta invece che la sesta”. A quel punto, ho deciso di essere onesto, gli ho detto che volevo essere ceduto, che avrei preferito giocare di più in un’altra squadra.  Credo che José sia rimasto po’ deluso, ma penso anche che abbia capito la mia assoluta necessità di giocare. Il Wolfsburg mi ha acquistato, il Chelsea ha ottenuto circa il doppio di quanto aveva speso per me. E io ho trovato una situazione perfetta per esprimermi». De Bruyne è ritornato in Inghilterra dopo una stagione e mezza in Germania. Il Manchester City ha investito 78 milioni di euro per il suo cartellino.

>

Leggi anche

Calcio
L’Arabia Saudita continuerà a investire tanti soldi per «attrarre calciatori d’èlite», ha detto il CEO della Saudi Pro League
L'ad della lega saudita ha preannunciato un (altro) mercato molto ricco, e le voci più insistenti sono quelle che riguardano Salah, Lewandowski e Vinícius Júnior.
di Redazione Undici
Calcio
I calciatori che decidono di andare in MLS non scelgono più solo New York, Los Angeles o Miami, ma anche città più piccole e meno luccicanti
È un trend degli ultimi mesi, e i motivi vanno ricercati nel miglioramento delle strutture, nei progetti sportivi delle franchigie.
di Redazione Undici
Calcio
Se Unai Emery partecipa all’Europa League, Unai Emery vince l’Europa League (o comunque ci va vicinissimo)
Un po' di numeri incredibili sul tecnico basco, che con l'Aston Villa ha raggiunto la sesta finale della sua carriera nella seconda competizione continentale.
di Redazione Undici
Calcio
L’avventura di Raheem Sterling al Feyenoord prometteva grandi cose, e invece è andata malissimo
L'attaccante inglese ci ha messo tanto impegno, questo va riconosciuto, ma non è mai stato incisivo e ha manifestato una condizione fisica precaria.
di Redazione Undici