Mkhitaryan non giocherà la finale di Europa League per problemi politici

E l'Arsenal non l'ha presa proprio bene.
di Redazione Undici 21 Maggio 2019 alle 14:04

Pochi minuti fa, l’Arsenal ha comunicato l’esclusione ufficiale di Henrikh Mkhitaryan dalla lista dei convocati per la finale di Europa League contro il Chelsea. Subito dopo la qualificazione dei Gunners per la finale di Baku, c’erano state delle voci sul fatto che il calciatore armeno non potesse giocare su suolo azero. Il problema è di tipo politico: a causa delle tensioni tra i governi di Armenia ed Azerbaijan (i due paesi si contendono il controllo della regione del Nagorno-Karabakh, autoproclamatasi indipendente nel 1991), il club londinese ha preferito non far partire il calciatore verso Baku. In realtà non è la prima volta che Mkhitaryan salta una partita per problemi politici: a ottobre, l’ex trequartista del Manchester United non partecipò alla trasferta sempre a Baku, in casa del Qarabag, durante i gironi di Europa League. 

L’Arsenal non ha preso benissimo l’esito di questa vicenda, e ha criticato l’Uefa in un comunicato stampa: «Siamo molto delusi. Abbiamo esaminato tutte le opzioni perché Micki potesse partire con la squadra, ma dopo aver discusso di questo con il calciatore e la sua famiglia abbiamo concordato che non potrà partire per l’Azerbaijan. Abbiamo scritto all’Uefa esprimendo le nostre profonde preoccupazioni su questa situazione. Mkhitaryan è ed è stato un giocatore chiave nella nostra corsa verso la finale, quindi questa è una grande perdita per noi.  Siamo anche molto tristi per il fatto che un giocatore perderà una grande finale europea in circostanze come questa, dato che è qualcosa che accade molto raramente nella carriera di un calciatore».

La finale di Europa League si giocherà mercoledì 29 maggio allo Stadio Olimpico di Baku. Una volta ufficializzata la sua esclusione, Mkhitaryan ha commentato su Twitter: «Devo ammettere che fa male, una partita così non capita molto spesso». Per Mkhitaryan sarebbe stata la quarta finale di una competizione europea dopo quella di Champions League nel 2013 (con il Borussia Dortmund) e quelle di Europa League e Supercoppa Europea nel 2018, con il Manchester United. 

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici