Perché in inglese ci sono tantissimi modi per dire arbitro?

Esiste un termine diverso, quasi per ogni sport.
di Redazione Undici 29 Maggio 2019 alle 12:41

La lingua dello sport è un sistema in continua evoluzione, solo che i punti di partenza sono diversi, a seconda della provenienza geografica. Per esempio, c’è una grande differenza da Paese a Paese per quanto riguarda i termini che identificano gli arbitri: un articolo di Atlas Obscura ha analizzato la varietà di termini utilizzati nelle nazioni di lingua inglese. Il confronto con l’italiano è eloquente: se da noi esistono l’arbitro e il giudice (di linea, di sedia e così via) – definiti al massimo con il sinonimo “direttori di gara” – gli anglofoni hanno gli officials, gli umpires, i referees, i judges. Diverse declinazioni, per la gran parte originate dalla lingua latina, anche se i primi arbitri sportivi sono di origine greca: i primi Giochi Olimpici, nel 776 a.C., prevedevano una commissione di 10 uomini, chiamata hellanodicae, i cui funzionari gestivano le gare e addirittura potevano colpire con un bastone gli atleti che commettevano una scorrettezza. Le varie diciture che oggi si utilizzano nel Regno Unito e negli Usa sono “ambientate” nei ai vari sport: in Nba c’è un referee come lead official; nella Mlb c’è un umpire; nella Nfl, nel tennis e nel lacrosse ci sono diversi refrees e un gruppo di judges. Il football americano è lo sport in cui c’è la maggior varietà terminologica: nella stessa partita, la regolarità del gioco è sorvegliata da un umpire, un down judge, un line judge, un side judge, un back judge e un field judge.

 

Secondo Dan Nosowitz, giornalista di Atlas Obscura, la vastità del linguaggio tecnico inglese è dovuta al fatto che gli sport più popolari sono stati inventati e codificati in Inghilterra o negli Stati Uniti. Quindi sono stati inizialmente predisposti dei termini specifici per ogni disciplina, che invece sono stati uniformati negli altri Paesi, quando gli sport angloamericani hanno iniziato a diffondersi su scala internazionale. «È il dono della distanza», scrive Nosowitz, «che permette di selezionare la terminologia che ha più senso. Hai un nome generale per il funzionario o il giudice, e lo applichi per tutti gli sport. La lingua inglese, invece, ha un ampio – e ridicolo – vocabolario per identificare i funzionari sportivi».

Nell’articolo ci sono dei confronti come quello che abbiamo fatto inizialmente con l’Italia: in Francia la parola arbitre vale per tutti i direttori di gara, in tutte le discipline; in Giappone c’è lo shinpan, per gli arabi c’è l’hakam; forse solo in Spagna c’è una varietà vicina a quella dell’inglese (si utilizzano árbitro, ampáyer, juez). Tante conferme e una sola smentita rispetto alla teoria di Nosowitz, per cui la lontananza geografica aiuta la semplificazione.

 

>

Leggi anche

Calcio
In MLS c’è giocatore sudafricano praticamente sconosciuto, ma che sta generando un impatto mediatico davvero enorme
Si chiama Mbekezeli Mbokazi, è considerato un predestinato e per gli analisti americani il suo arrivo a Chicago ha creato un entusiasmo paragonabile a quello per Leo Messi a Miami (fatte tutte le dovute proporzioni, naturalmente).
di Redazione Undici
Calcio
In caso di retrocessione, gli stipendi di molti giocatori del Tottenham si dimezzerebbero in maniera automatica
Negli accordi sottoscritti prima che Levy lasciasse il ruolo di presidente esecutivo, c'era una clausola pensata ad hoc per un'eventuale discesa in Championship. Nessuno pensava sarebbe potuta tornare utile, e invece gli scenari sono cambiati.
di Redazione Undici
Calcio
Nicolas Jover, il genio dell’Arsenal che cura i calci piazzati, ha dei bonus nel contratto per ogni gol segnato da palla inattiva
E viste le performance dei Gunners a cronometro fermo, è una notizia che non dovrebbe sorprendere.
di Redazione Undici
Calcio
In Inghilterra stanno iniziando a pensare seriamente al Challenge, ovvero al Var a chiamata per gli allenatori
Una decisione che sarebbe storica, auspicata da molti addetti ai lavori nel momento in cui l'IFAB sta aggiornando alcune regole del gioco.
di Redazione Undici