Alcune partite del Mondiale 2022 si giocheranno in uno stadio smontabile

Sarà assemblato con dei container utilizzati dalle navi da carico.
di Redazione Undici 15 Luglio 2019 alle 12:28

Ci sono state tante polemiche per gli stadi costruiti in Qatar in vista del Mondiale 2022. Degli 8 impianti che dovrebbero ospitare le partite del torneo iridato, 6 sono ancora in costruzione. Uno di questi, il Ras Abu Aboud, avrà una caratteristica unica: sarà smontabile in ogni sua parte, quindi è rinnovabile e/o vendibile al termine dell’utilizzo per la Coppa del Mondo. Il quotidiano spagnolo El Mundo ha pubblicato un articolo in cui sono spiegate le tecniche di costruzione e le motivazioni dietro questa scelta, attraverso le parole di uno degli architetti, Mark Fenwick «In alcuni paesi come il Sudafrica, gli stadi costruiti per il Mondiale sono stati completamente abbandonati dopo la fine del torneo. Ci siamo chiesti come evitare lo spreco di risorse pubbliche. Era necessaria un’altra formula, e allora abbiamo pensato al circo: una carovana itinerante arriva in una città, monta il tendone e poi lo smonta al termine degli spettacoli. Abbiamo pensato a un impianto per ospitare partite da calcio che potesse essere costruito allo stesso modo».

Lo stadio Ras Abu Aboud sorgerà nella capitale qatariota Doha, potrà ospitare 40.000 spettatori. I blocchi che lo comporranno saranno ricavati da 1500 container utilizzati da navi da carico già arrivati dalla Cina, che al loro interno – quindi in un unico viaggio – hanno trasportato in Qatar anche altri materiali di costruzione, ad esempio il materiale per i pilastri e il tetto. Mark Fenwick ha assicurato che questa strategia di trasporto e costruzione renderà Ras Abu Aboud l’impianto più economico di quelli costruiti per la Coppa del Mondo. Oltre il costo più basso, l’altro aspetto che rende unico l’impianto che sorgerà a Doha sarà il possibile riutilizzo al termine del torneo iridato. Secondo le dichiarazioni di Javier Iribarren, l’altro progettista dell’impianto, il governo qatariota «potrà decidere di venderlo a un’altra nazione, anche se la prima idea è quella di donarlo ai paesi con meno risorse. Ci sarà un manuale, come quello di un mobile Ikea, per rimontare lo stadio o per trasformarlo in un impianto di tipo diverso, ad esempio un padiglione per organizzare fiere o un palazzetto in cui giocare partite di tennis».

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