Come manager dello United, Solskjaer ha iniziato peggio di Moyes, van Gaal e Mourinho

di Redazione Undici 29 Agosto 2019 alle 10:56

Quando Ole Solskjaer ha preso il posto di Mourinho sulla panchina del Manchester United, sembrava che il club e i tifosi di Old Trafford si fossero svegliati da un incubo. O meglio, avessero ritrovato la magia del passato, lasciandosi alle spalle un manager mai davvero amato per tornare nella comfort zone di Sir Alex Ferguson, di cui Solskjaer è stato – ed è – un fedelissimo, anzi, una diretta emanazione, per non dire un tentativo sfacciato di imitazione. L’andamento della squadra alimentava queste sensazioni positive: dopo la sua nomina come caretaker, il “traghettatore” del calcio inglese, l’allenatore norvegese ha messo insieme 6 vittorie consecutive iniziali solo in Premier League, a cui ha aggiunto il clamoroso passaggio del turno in Champions ai danni del Psg (vittoria 3-1 a Parigi dopo lo 0-2 di Old Trafford). Soprattutto, Solskjaer sembrava aver rivitalizzato l’ambiente con un gioco meno speculativo, più vicino alla tradizione del club. Poi è arrivato il contratto definitivo – firmato il 28 marzo del 2019 –, che ha segnato la fine dell’incantesimo: l’effetto iniziale è svanito, lo United è stato eliminato dal Barcellona ai quarti di Champions e da marzo a fine stagione ha ottenuto una vittoria, 2 pareggi e 6 sconfitte in Premier League.

Il mercato estivo ha portato cambiamenti impattanti, soprattutto in difesa, ma non ha fatto la rivoluzione: fuori Lukaku, Sánchez, Ander Herrera e Antonio Valencia, dentro Wan-Bissaka, Maguire e il giovane Daniel James. La nuova stagione è iniziata in maniera altalenante: il 4-0 al Chelsea della prima giornata è stato seguito dal pareggio (1-1) in casa del Wolverhampton e da una meritata sconfitta (1-2) interna contro il Crystal Palace, mai vittorioso a Old Trafford nell’era della Premier League contemporanea. Con questi risultati, il record iniziale di Solskjaer sulla panchina del Manchester United è di 17 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte in 32 partite, per una percentuale di vittorie del 53,1%.

Si tratta del peggior inizio di un manager dello United negli ultimi 33 anni. Alex Ferguson aveva iniziato in maniera ancora più negativa rispetto al suo allievo norvegese (12 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte in 32 partite), ma tutti i suoi successori hanno fatto meglio: Moyes ha totalizzato 18 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte; van Gaal ha messo insieme 17 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte; Mourinho, infine, ha ottenuto il record iniziale migliore, con 21 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte. Dal punto di vista puramente scaramantico, l’avvio di Solskjaer sembrerebbe quindi molto incoraggiante, soprattutto alla luce di come sono finite le avventure di Moyes, van Gaal e Mourinho. Solo che quello di Ferguson era un altro calcio, ed è difficile pensare che un andamento così privo di continuità possa far piacere ai tifosi e ai dirigenti del Manchester United.

>

Leggi anche

Calcio
Luca Reggiani ha debuttato da titolare nella gara di Champions tra Borussia Dortmund e Atalanta, e ha dimostrato di poter giocare a questo livello
È un difensore di 18 anni, è nato a Modena e dal 2024 si è trasferito in Germania. Dove, evidentemente, non si sono fatti problemi a lanciarlo non appena ne hanno avuto l'occasione.
di Redazione Undici
Calcio
Nel gioco EA Sports FC 27 dovrebbe esserci una modalità Open World in cui si potrà andare dal barbiere e visitare tanti campetti diversi, come se fosse GTA
Da anni si parla di questa possibile rivoluzione, ma ora sembra arrivato il momento giusto: lo confermano le testate specializzate e tante altre indiscrezioni.
di Redazione Undici
Calcio
Il Tottenham sta andando così male che è già sicuro di perdere decine di milioni di euro, e la situazione diventerebbe drammatica in caso di retrocessione
I partner commerciali degli Spurs stanno già rivedendo i contratti con il club per evitare ulteriori flop finanziari.
di Redazione Undici
Calcio
Sterling alla fine è andato al Feyenoord, solo che non ha ancora il permesso di lavoro e così ha “costretto” tutti i suoi nuovi compagni ad andare ad allenarsi in Belgio
Un paradosso burocratico che riassume bene la parabola discendente dell'ex Chelsea e Manchester City.
di Redazione Undici