Shevchenko allenatore ha risvegliato il calcio ucraino

La qualificazione agli Europei ha coronato un percorso eccezionale.
di Redazione Undici 15 Ottobre 2019 alle 11:51

Il successo casalingo (2-1) contro il Portogallo ha permesso all’Ucraina di accedere alla fase finale dell’Europeo 2020, ma non si è trattato di un exploit, di un risultato prestigioso da mettere in bacheca e venerare come un’impresa necessariamente isolata. Al contrario, la vittoria contro i campioni d’Europa ha chiuso un percorso trionfale per la squadra di Andrij Shevchenko: il pass per il torneo continentale è arrivato dopo sei vittorie e un pareggio in un girone complesso, che oltre al Portogallo comprende anche la Serbia, il Lussemburgo e la Lituania; alla qualificazione va aggiunta anche la promozione nella Lega A di Nations League, ottenuta dopo i successi contro Repubblica Ceca e Slovacchia; negli ultimi due anni, sono arrivate sei vittorie, un pareggio e una sola (ininfluente) sconfitta in match ufficiali; sommando anche le amichevoli, lo score totale di Sheva come ct è di 18 vittorie, otto pareggi e cinque sconfitte in 31 partite, 47 gol fatti e 24 subiti, media punti rotonda di due per partita; uno dei pareggi è arrivato in un test match giocato contro l’Italia di Mancini, il 10 ottobre 2018. 

Niente male per un allenatore che in realtà non era mai stato allenatore prima della nomina come ct della Nazionale, una scelta della Federazione che sembrava essere più un omaggio al calciatore-monumento piuttosto che il frutto di una reale valutazione tecnica. Invece, l’ex attaccante del Milan ha dimostrato di avere delle doti importanti come selezionatore e anche come puro allenatore di campo, un mix necessario per far rendere una Nazionale che ha partecipato solo a due edizioni degli Europei dal 2006 a oggi – e a quello del 2012 fu ammessa in virtù del fatto che l’Ucraina organizzò il torneo insieme con la Polonia. Shevchenko ha dovuto lavorare anche come leader politico: il suo insediamento sulla panchina della Nazionale è avvenuto durante la crisi diplomatica con la Russia, uno dei suoi primi provvedimenti è stata l’epurazione di Yaroslav Rakitskiy, difensore centrale che si è sempre rifiutato di cantare l’inno ucraino e ha deciso di trasferirsi allo Zenit San Pietroburgo.

Nonostante queste difficoltà esterne al suo ruolo di commissario tecnico, Shevchenko è riuscito a costruire un progetto solido, fondato su una nuova generazione di talenti – l’età media è di 26,3 anni, esattamente uguale all’Italia di Mancini –, che di qui a poco sarà integrata anche di alcuni dei ragazzi che hanno giocato e vinto il Mondiale Under 20 2019, in Polonia, qualche mese fa. I leader della squadra hanno maggiore esperienza: Piatov in porta, Stepanenko a centrocampo, l’atalantino Malinovskyi a inventare alle spalle del tridente, composto dal brasiliano naturalizzato Marlos (che si alterna con il connazionale Júnior Moraes), da Yarmolenko (che a sua volta si gioca il posto con Konoplyanka) e dal 22enne Yaremchuk, scelto da Shevchenko come punta di riferimento dopo la mancata qualificazione a Russia 2018. L’attaccante del Gent (nove gol in 14 partite con la squadra belga in tutte le competizioni) ha ripagato la fiducia di Sheva con quattro gol nelle ultime cinque partite, tra cui quella che ha aperto le marcature nel match decisivo contro il Portogallo, un tocco a porta vuota dopo una respinta di Rui Patricio. La seconda marcatura è stata firmata da Yarmolenko, che in pratica ha oscurato la notte in cui Cristiano Ronaldo ha toccato quota 700 gol in carriera: il gol del portoghese non è bastato per la rimonta, suggellata nel finale da un grande intervento di Piatov, sempre su Ronaldo. Il risultato ha rimandato la qualificazione del Portogallo alla prossima partita, una soddisfazione doppia per la nazionale ucraina.

Il gol (e il binocolo) di Yaremchuk

Dopo il suo gol, Yaremchuk ha esultato mimando un binocolo, una metafora perfetta per una Nazionale che è tornata a guardare al futuro affidandosi alla personalità più grande del suo passato – coadiuvata anche da alcuni assistenti italiani, tra cui Tassotti e Maldera. Un’operazione che sembrava solo di facciata ha risvegliato il calcio ucraino dall’interno, ora sarà interessante capire come andranno gli Europei e soprattutto come si evolverà la carriera di Shevchenko, che subito dopo l’addio al calcio giocato aveva deciso di tentare l’avventura politica, ma oggi sembra aver trovato la sua strada.

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