Perché Tony Adams è un uomo chiave per il primo posto del Granada

Gli sono bastate poche settimane come allenatore per cambiare la storia del club andaluso.
di Redazione Undici 29 Ottobre 2019 alle 19:02

Venti punti in dieci partite, il primo posto con il Barcellona – che però ha una gara da recuperare – alle spalle. Il Granada neopromosso in testa alla Liga è la più grande sorpresa di questo avvio di stagione, non solo per quanto riguarda la Spagna. Il club andaluso, nel 2016, è passato dalle mani della famiglia Pozzo a quelle di una cordata cinese, guidata da Jiang Lizhang – un dirigente sportivo con una carriera non proprio limpidissima e un passato anche in Italia, come proprietario del Parma per una breve parentesi. Nella costruzione della squadra che sta facendo così bene in questa stagione, c’è però anche lo zampino di un personaggio che sembra distante anni luce da questo contesto: Tony Adams.

Al termine della stagione 2016/17, quella dell’ultima caduta dalla Liga in Segunda División, Adams fu ingaggiato come allenatore dal Granada per le ultime partite di campionato. Si trattò di una scelta particolare, pure molto controversa, dato che la carriera di Adams in panchina era stata davvero poco significativa fino a quel momento – dopo le esperienze al Wycombe e al Portsmouth era volato in Azerbaijan per guidare il Qabala, nel 2011: questo era stato il suo ultimo incarico. L’impatto di Adams sui risultati del Granada, così come quello dell’avventura spagnola sulla carriera di Adams, furono pressoché nulli; al punto che l’ex difensore dell’Arsenal lasciò la Spagna al termine del campionato, dopo la retrocessione, e ancora oggi non è stato assunto da nessun’altra società, nemmeno in patria.

Nonostante il suo passaggio sia stato poco più che folkloristico, come detto, Adams sembra aver ispirato la proprietà cinese nella fase di rebuilding del Granada. Lo ha spiegato il giornalista Heath Chesters sulle pagine della Bbc: «Nelle sue conversazioni con il presidente Jiang, Adams ha sottolineato come il Granada non avesse un’identità. Quando è arrivato in Andalusia, il club aveva solo cinque spagnoli in rosa, e altri 28 giocatori di 20 nazionalità diverse. Adams ha insistito molto sul fatto che Jiang avrebbe dovuto ricostruire il club con uno staff dirigenziale e tecnico e una rosa di professionisti spagnoli. Jiang ha ascoltato questo consiglio, e ha assunto Antonio Cordon, ex direttore sportivo di Villarreal e Monaco, perché si occupasse del mercato». Dopo Cordon è arrivato il tecnico Martínez, poi è stata la volta di tanti giocatori spagnoli, molti dei quali cresciuti proprio in Andalusia. Oggi il Granada ha 10 giocatori stranieri in rosa (43,5%), un dato solo leggermente superiore a quello medio della Liga (40%). Ed è felicemente al primo posto. 

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici