Morata ha finalmente ritrovato se stesso

E si sta prendendo tutta la scena all'Atlético Madrid.
di Redazione Undici 11 Novembre 2019 alle 16:05

Uno degli articoli di apertura della versione online di Diario As, oggi, si intitola “Morata se agiganta como el referente ofensivo del Atlético”. Sono parole importanti, soprattutto perché arrivano pochi mesi dopo il passaggio di Antoine Griezmann al Barcellona. Accanto a Diego Costa, alfiere della sua prima era alla guida dell’Atlético Madrid, Simeone sembra aver trovato un nuovo giocatore-simbolo, anzi il giocatore-simbolo del nuovo cholismo. La storia tattica dei Colchoneros sembra essere arrivata a un punto di svolta, il tecnico argentino ha avviato una metamorfosi di tipo offensivo, per cancellare il ricordo di Griezmann ma anche per dare nuovi impulsi all’ambiente. João Felix è ovviamente l’uomo-copertina del nuovo progetto, ma nel frattempo Morata sta finalmente ritrovando se stesso, si sta ritagliando uno spazio importante a suon di gol: sono sei nelle ultime sei partite tra campionato e Champions League, una cifra importante a cui va aggiunto anche il primo assist decisivo, servito ieri contro l’Espanyol. L’aggettivo decisivo, in questo caso, rientra nella definizione ma descrive anche il contesto: l’Atlético era sotto di un gol con la squadra catalana, in casa, a un passo dall’intervallo. Morata è stato bravissimo a galleggiare sulla linea del fuorigioco, a leggere velocemente la situazione in area e a trovare il cross al centro per l’accorrente Correa. Colpo di testa, palla in rete. Partita svoltata, alla fine la squadra di Simeone ha vinto per 3-1.

Nel secondo tempo è arrivata la sesta rete consecutiva dell’ex attaccante della Juventus. La dinamica dell’azione è tipica della carriera di Morata, che attacca la difesa avversaria in verticale, controlla il pallone e poi mantiene la freddezza nella conclusione. L’ottimo tocco per liberare la corsa di Morata è stato effettuato da Vitolo, e anche questa è una notizia indicativa. Nel 4-4-2 di Simeone, Morata è diventato l’uomo di riferimento, l’attaccante titolare, accanto a lui ruotano i vari João Felix – al momento infortunato –, Vitolo, Correa, Koke, Lemar. Diego Costa, subentrato nella ripresa, non è ancora diventato un rincalzo, ma ha iniziato dalla panchina tre delle ultime quattro partite di Liga, e ha giocato accanto a Morata in casa del Bayer Leverkusen. Come dire: Simeone ha già avviato la successione interna, evidentemente ha individuato in Morata un giocatore che può esprimere un contributo tecnico-tattico vicino alla sua filosofia, aderente al nuovo progetto tattico dell’Atlético Madrid.

Il gol realizzato ieri

Sembra stia avvenendo anche il contrario, cioè che Álvaro Morata si senta finalmente valorizzato dopo anni contraddittori. Al punto da essere riconvocato nella Nazionale spagnola, dopo aver saltato le partite di settembre e ottobre. Il matrimonio con l’Atlético e con Simeone è stato celebrato a gennaio 2019, ma c’erano state numerose voci sul fatto che il tecnico argentino stravedesse per il centravanti madrileno – che tra l’altro aveva già militato nei Colchoneros, a livello giovanile. Per esempio nel 2017, prima del passaggio al Chelsea, si era parlato di un primo approccio, poi fallito nella realtà del calciomercato. Il feeling presupposto è diventato realtà dopo il trasferimento da Londea a Madrid, a 27 anni Morata è ancora in tempo per ritagliarsi uno spazio da star nel calcio europeo, ha sempre avuto le doti per riuscirci e ora sembra trovarsi anche nel contesto migliore perché queste sue doti possano essere esaltate. Servirà “solo” mantenere questo rendimento, cioè trovare la continuità mancata in tutta la prima parte della sua carriera.

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