La prestazione mostruosa di Burki contro lo Slavia Praga

«Almeno cinque o sei interventi di livello mondiale», ha detto Mats Hummels.
di Redazione Undici 11 Dicembre 2019 alle 12:38

Gran parte dei meriti per la qualificazione del Borussia Dortmund agli ottavi di finale di Champions League vanno attribuiti a Roman Burki, portiere svizzero della squadra di Favre. In un gruppo di (giovani, giovanissime) stelle come quelle giallonere, un giocatore di 29 anni, soprattutto un portiere, è destinato a vivere di luce riflessa, in secondo piano rispetto agli elementi più amati e riconosciuti dai tifosi, come dagli addetti ai lavori. Eppure, ieri sera Burki si è preso la scena con una serie di parate davvero incredibili, come si vede chiaramente dal video in apertura, una playlist di interventi davvero prodigiosi. Il 2-1 finale contro lo Slavia Praga, un risultato decisivo per eliminare l’Inter, è frutto soprattutto della prestazione dell’ex Friburgo, arrivato al Dortmund nel 2015 per sostituire Weidenfeller. La giocata più sensazionale è quella del 33esimo minuto, la sesta (!) nel montaggio in alto: grazie a uno schema da calcio di punizione, lo Slavia Praga libera al tiro Masopust al limite dell’area. La conclusione del centrocampista ceco è rasoterra e innocua, però viene deviata nella mischia all’interno dei sedici metri; Burki è steso a terra ma riesce a deviare la palla che sta finendo in rete passando sopra di lui, grazie a un prodigioso colpo di reni col braccio di richiamo. Una parata da vedere e rivedere, per coefficiente di difficoltà e anche per bellezza stilistica.

Anche l’intervento al 72esimo minuto è eccezionale: stavolta il tiro dal limite di Soucek è perfetto, dritto e teso verso la porta, eppure Burki si allunga alla sua destra e riesce a mandare il pallone in angolo. Il bello è che questa parata è arrivata pochi secondi dopo una coraggiosa uscita sui piedi di un altro attaccante dello Slavia lanciato a rete, dimostrazione di come il portiere svizzero sia rimasto perfettamente concentrato lungo tutto l’arco della partita. Lo stesso discorso vale per la deviazione del 77esimo minuto, pochi secondi dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Weigl. Sulla punizione successiva, Burki interviene per togliere letteralmente dalla porta il colpo di testa di Yusuf – che però è probabilmente partito in fuorigioco. Al termine della partita, Burki ha raccolto gli elogi dei giornalisti, del suo allenatore e dei compagni. Intervistato da Sky, Favre ha detto che il suo portiere «ha giocato una partita incredibile, fantastica»; Mats Hummels, invece, ha sottolineato come Burki abbia compiuto «almeno cinque interventi di livello assoluto, di livello mondiale». Nonostante gli endorsement, Burki ha deciso di rimanere calmo: «È per questo che sono qui, nell’ultimo periodo abbiamo subito molti gol sfortunati, anche in partite in cui non sono stato impegnato. È evidente come abbia conservato il meglio del mio repertorio per questa partita, che era decisiva».

>

Leggi anche

Calcio
I Mondiali 2026 segneranno l’inizio di una nuova era tecnologica, grazie a Lenovo
Gli avatar di tutti i calciatori convocati, l’analisi tattica, le riprese e la logistica: gli strumenti dell’intelligenza artificiale cambieranno completamente il calcio, per i protagonisti e per chi lo guarda.
di Redazione Undici
Calcio
I tifosi del Monaco saranno pure pochi, ma non sono mai stati così arrabbiati con la loro squadra del cuore
Tra continui infortuni, acquisti sbagliati e l'evidente calo dei big, la stagione del club monegasco si sta trasformando in un disastro per certi versi annunciato.
di Redazione Undici
Calcio
Ad Anfield Road ci sono lunghe code e un’atmosfera meno calda, e così i tifosi del Liverpool stanno iniziando a lamentarsi
Il turismo calcistico e delle nuove misure di sicurezza stanno modificando le abitudini di uno degli stadi più iconici del mondo.
di Redazione Undici
Calcio
Il Senegal non ha vinto la Coppa d’Africa per caso, ma perché ha creato un modello sofisticato, moderno, unico
Il lavoro delle Academy locali e un utilizzo avanguardista dei dati ha dato vita a una Nazionale che mescola perfettamente l'identità locale e quella legata alla diaspora.
di Vincenzo Lacerenza