Lo Sheffield Wednesday è sponsorizzato da tre aziende che non sono attive

E che appartengono tutte al proprietario del club.
di Redazione Undici 19 Dicembre 2019 alle 17:39

Chansiri, Elev8 e D Taxis sono tre delle aziende che sponsorizzano lo Sheffield Wednesday, club di Championship, e che secondo il Guardian sarebbero commercialmente inattive. La ricostruzione del quotidiano inglese parte proprio dalla Chansiri Ltd, azienda che ha un accordo da main sponsor (cioè compare sulla maglia a strisce biancoblu) e porta il nome del presidente thailandese del Wednesday, Dejphon Chansiri. Secondo il Guardian, la società è registrata a Hillsbrough, solo che i suoi conti più recenti affermano come sia «not trading», non attiva dal punto di vista commerciale. Inoltre, alcune fonti hanno dichiarato al giornale come questa società non sia mai stata realmente attiva, ma sia solo un mezzo per far apparire il cognome di Chansiri sulla maglietta della sua squadra.

Elev8 è invece lo sponsor tecnico, e produce i kit della squadra. Secondo le testimonianze raccolte dal Guardian, dovrebbe essere un brand che produce abbigliamento sportivo ma anche un energy drink. La sede legale della società è a Londra, ma non ci sono notizie sull’inizio del ciclo produttivo della bevanda. Infine, D Taxis: il marchio è presente sui cartelloni pubblicitari di Hillsbrough, e dovrebbe identificare una società di taxi. Solo che il servizio non è ancora iniziato.

Gli introiti derivanti da queste tre sponsorizzazioni ammonterebbero a 1,27 milioni di sterline. Anche in virtù di un incasso non così alto, l’EFL (English Football League) si è detta «non preoccupata» da questa situazione anomala. Lo Sheffield Wednesday, a sua volta, ha spiegato come gli accordi di sponsorizzazione abbiano «un valore equo». Nel campionato di seconda divisione inglese, il regolamento prevede un tetto massimo di perdite sostenibili pari a 13 milioni di sterline. Le attività di Chensiri con lo Sheffield Wednesday erano finite sotto la lente della lega anche due anni fa, quando il club vendette lo stadio al suo stesso proprietario. L’indagine è stata archiviata senza conseguenze.

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