Cosa rimarrà degli anni Dieci? Il nuovo numero di Undici

L'ultimo numero del decennio, e un lungo bilancio di cosa ci siamo lasciati dietro.
di Redazione Undici 20 Dicembre 2019 alle 13:54

Da oggi, venerdì 20 dicembre, trovate in edicola l’ultimo numero di Undici. Non l’ultimo di sempre, ma l’ultimo dell’anno, che è soprattutto l’ultimo del decennio. E il numero proprio a questo è dedicato, quasi interamente: raccontare questi ultimi dieci anni di calcio, quello che sono stati e cosa significheranno per il futuro.

In copertina trovate i volti di una serie di bambini – dieci, per l’esattezza – che sono nati proprio in questa decade, che sono cresciuti in questi anni che abbiamo scelto di raccontare. Ognuno di loro indossa la maglia di una squadra che ha segnato questi anni: il Real Madrid re di Champions League, il Paris Saint-Germain che ha messo Parigi sulla mappa del calcio europeo, il Leicester dell’incredibile vittoria di Ranieri, l’Inter che con il triplete ha aperto la decade, il Liverpool delle due finali di Champions consecutive, il Manchester City di Guardiola, la Juve e il Bayern dominatori in Italia e Germania (ma non solo), il Barcellona della MSN, l’Atlético Madrid che è tornato a vincere con Simeone. La foto di copertina è di Claudia Ferri, e di tutti questi avvenimenti parla, all’interno, Paolo Condò.

Ma è anche stato il decennio della rivalità Messi-Ronaldo, naturalmente, un dualismo unico: perché per la prima volta due atleti hanno avuto più rilevanze delle squadre le cui maglie hanno indossato, perché non ci sono precedenti di testa a testa così lunghi e costanti, sempre al vertice del calcio mondiale. Ne scrive Davide Coppo, mentre abbiamo poi scelto dieci “altri” calciatori che hanno cambiato il calcio oltre a quei due. È stata una scelta difficile piena di discussione e come ovvio frutto di molti compromessi, ma le scelte sono cadute su: Manuel Neuer, Zlatan Ibrahimovic, Andrés Iniesta, Sergio Ramos, Luka Modric, Leonardo Bonucci, Robert Lewandowski, Dani Alves, Sergio Busquets, Thomas Müller.

Gennaio è però un mese importante per la moda, e abbiamo allora dedicato un piccolo pacchetto a questo argomento, sempre più presente nel calcio: Francesco Paolo Giordano ha cercato di capire, anche ascoltando diversi designer, perché le maglie un po’ “pazze” degli anni Novanta sono così tornate di moda. Silvia Schirinzi, poi, ha parlato con Rodrigo Bazan, Ceo di Thom Browne, che ha raccontato le sfide e gli entusiasmi nel vestire il Barcellona. Infine, un portfolio di Delfino Sisto Legnani mostra il lato più tecnologico e futuristico di alcuni tra gli ultimi modelli di scarpini da calcio.

Ancora, da non perdere: un viaggio di Manuel Orazi nella storia “antirazzista” del calcio italiano, nelle storie di presidenti perseguitati dal fascismo perché ebrei, di allenatori vincenti e tristemente deportati, di partite tra partigiani e nazisti. Il portfolio che lo segue, di Luca Fontana, mostra i giocatori del St. Ambroeus Football Club, squadra milanese composta e fondata da rifugiati e richiedenti asilo, iscritta alla Figc. Poi un divertente e colto saggio di Michele Masneri sull’asse Milano-Roma declinato però su Cortina, simbolo dell’inverno sciistico e sede delle Olimpiadi invernali del 2026.

Infine, gli editoriali: Leonardo Colombati sul contropiede, Christian Rocca sulla longevità, Federico Ferrero sul tennis del 2020, Giovanbattista Venditti sul prossimo Sei Nazioni. E, in collaborazione con Figc ed Eni, la presentazione della sesta edizione del Progetto Rete!, l’iniziativa di integrazione e formazione che coinvolge centinaia di giovanissimi richiedenti asilo dei centri Sprar/Siproimi, e che li porta sul campo da calcio con la maglia azzurra.

Buona lettura!

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