Il Benfica potrebbe aver offerto dei pasti da 600 euro agli arbitri, e sarebbe un problema

Il club di Lisbona sarebbe accusato di corruzione.
di Redazione Undici 02 Marzo 2020 alle 15:35

Alcuni giornali portoghesi hanno fatto emergere un caso mediatico intorno al Benfica, il club più celebre e titolato del Paese, attualmente al primo posto in Liga Nos con 57 punti. Secondo quanto riportato da A Bola, che riprende a sua volta un’indiscrezione lanciata da TVI (un’emittente televisiva lusitana), il Benfica avrebbe offerto dei buoni pasti alle squadre arbitrali per un valore di circa seicento euro a pezzo. La UEFA permette alle società di offrire dei voucher per i pasti della squadra arbitrale – in quanto società ospitante –, ma questi voucher non possano superare i trecento euro di valore. Il Benfica, invece, avrebbero permesso ai direttori di gara di aumentare la spesa includendo fra i commensali anche persone terze. Questi pasti, allargati a osservatori della Lega, assistenti e arbitri, si sarebbero consumati in un ristorante abbastanza noto di Lisbona, il Terreiro do Paço. Su richiesta della Federcalcio portoghese e della UEFA le autorità giudiziarie portoghesi avrebbero aperto un’indagine circa i valori dei buoni che il club avrebbe offerto ai suoi ospiti. Il possibile capo di imputazione è la corruzione.

Il problema per la squadra allenata da Bruno Lage è che i valori dei buoni pasto per gli arbitri hanno un valore troppo superiore e quindi l’indagine, lecita, riguarderebbe la possibilità che gli arbitri abbiano ricevuto l’autorizzazione da parte del Benfica di poter includere nel pasto anche altre persone oltre a quelle per cui il buono era destinato. Inoltre, TVI ha parlato esplicitamente di «caso di corruzione», che coinvolgerebbe dunque uno dei club più importanti del calcio europeo in quello che potrebbe essere uno scandalo giudiziario molto pesante, soprattutto considerando che gli arbitri sono coinvolti direttamente. Non tutti i pasti offerti sono stati di seicento euro, ma in ogni caso, si è superata la cifra che il club di Lisbona aveva fissato per i pasti dei direttori di gara nel 2016, ovvero 35 euro. Questo era il prezzo per la visita del Museo del club, del Museo della Birra interno al Da Luz – che, come il Benfica, è sponsorizzato dalla Sagres, industria lusitana che produce appunto birra – e di un pasto al suo interno. Tra l’altro, gli arbitri avrebbero potuto ordinare solo il piatto del giorno. L’incriminazione dunque vorrebbe fare luce sulle modalità di gestione dell’ospitalità della classe arbitrale da parte del Benfica, partendo dal caso del Terreiro do Paço. Inoltre, il Benfica regalava al termine delle gare un kit speciale del club, il “kit Eusebio”, al direttore di gara e agli assistenti.

Sempre TVI, riporta nella sua notizia come già nel 2015 l’ex presidente dello Sporting Lisbona, Bruno de Carvalho, aveva già denunciato il fatto che: «il Benfica offre cene agli arbitri». Dopo la messa in onda del servizio e dopo che molti giornali portoghesi avevano messo la notizia in prima pagina, il responsabile alla comunicazione del Benfica Luìs Bernardo ha difeso la sua società a CMTV dicendo: «I kit offerti agli arbitri dopo tutte le partite, indipendentemente dai risultati e davanti a tutti, comprese le autorità, sono stati valutati dalla UEFA. Il Benfica non ha mai smesso di dare kit, per cortesia e non per compensazione, e la UEFA ha apprezzato che i kit sono stati offerti di fronte a tutti. Tutto è stato fatto in modo trasparente. Come si fa a corrompere qualcuno dopo una partita che è stata persa? In merito ai voucher 600 euro, c’è una persona o un’altra che potrebbe aver esagerato i valori. Può succedere che qualcuno abbia abusato».

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