Anche il proprietario dell’Hoffenheim sta investendo per sviluppare un vaccino per il Coronavirus

Odiato dai tifosi tedeschi, può salvare la Germania e non solo.
di Redazione Undici 16 Marzo 2020 alle 19:39

La pandemia di Coronavirus ha colpito anche la Germania, con 6762 tedeschi contagiati. Le istituzioni calcistiche hanno risposto sospendendo la Bundesliga e tutte le serie di calcio minori. Proprio in Germania si trovano delle multinazionali case farmaceutiche note in tutto il mondo, fra cui la CureVac, azienda con sede a Tubinga e posseduta dal presidente dell’Hofenheim, Dietmar Hopp. La CureVac è specializzata nella ricerca dei vaccini e in questo settore è una delle aziende principali in Europa. Pare che la CurVac sia particolarmente avanti nell’elaborazione di un vaccino per combattere il Coronavirus, e i progressi della casa tedesca sono stati così importanti da attirare le attenzioni anche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha fatto pressioni affinché l’azienda trasferisca la sua ricerca negli Stati Uniti così da poter utilizzare la formula esclusivamente per la popolazione americana.

Hopp sembra essere deciso a rifiutare le offerte che arrivano dall’America, e anzi ha recentemente dichiarato che il vaccino «verrà prodotto per aiutare le persone in tutto il mondo e non solo a livello regionale o di una sola nazione». Dietmar Hopp è una figura centrale in Germania, non solo per il suo ruolo nel mercato farmaceutico, ma anche per il suo impegno come dirigente sportivo. Hopp, infatti, ha rilevato la società dell’Hoffenheim nel 1999, e l’ha portata dalla sesta divisione tedesca – la Verbansdliga – fino alla Bundesliga. In undici stagioni nel massimo campionato, ha raggiunto un terzo e un quarto posto, centrando pure la qualificazione alla Champions League.

Proprio la crescita dell’Hoffenheim, però, ha attirato l’odio di gran parte dei tifosi tedeschi, che lo ritengono un mero affarista e che vedono il suo ingresso nel calcio come una pura operazione commerciale. Hopp è uno degli uomini più ricchi di Germania, e per lui la Federcalcio tedesca ha permesso uno strappo alla regola del 50+1 per cui un privato non può possedere più del 49% delle quote di un club di calcio – che storicamente, come sottolineato dalla norma tedesca, appartiene ai tifosi. Da anni, negli stadi di Bundesliga è nata un movimento di protesta collettiva e praticamente unanime contro Hopp, enfatizzata da cori, striscioni e coreografie. Magari il suo impegno nella lotta al Coronavirus potrà far rivalutare la sua immagine.

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