Bomboneras, l’account Instagram che celebra il tifo femminile del Boca

Il progetto del fotografo argentino racconta il Boca Juniors in chiave femminile.
di Francesco Paolo Giordano 27 Marzo 2020 alle 11:04

Le braccia lungo il corpo, grandi occhiali da sole inforcati sul volto, una mano sul cuore, gli occhi socchiusi, oppure le braccia spalancate e un bacio alla maglia, e ancora accovacciate su un vecchio tamburo, fumando una sigaretta, un gelato in mano, donne anziane, bambine, allo stadio o da qualche altra parte di Buenos Aires, sognanti e romantiche. E un solo trait d’union: la maglia, quella del Boca Juniors. Sono le “Bomboneras”, tifose Xeneizes che hanno dato vita a uno degli account Instagram calcistici più belli e interessanti. Il merito va a Pancho Monti, fotografo e ideatore del progetto, che non annoia mai, ma ricalibra continuamente il proprio focus, raccontando ogni volta una realtà diversa, una prospettiva nuova, pur attingendo a un unico e mitico humus culturale.

Prima di Instagram, Pancho Monti ha raccontato le “Bomboneras” in un libro, pubblicato nel 2018, con un concept ancora più esclusivo: «L’idea ha cominciato a balenarmi in testa nel 2013, e l’anno dopo ho iniziato. Avevo questa vecchia maglia del Boca, e guardandola mi sono detto che poteva essere la scintilla del progetto. Così nel libro tutte le 80 donne fotografate indossano la stessa maglia, che ho nel mio armadio sin da quando avevo soltanto 8 anni». Potete vederla, questa divisa, che ricorre frequentemente: un blu opaco, quasi un azzurro, molto diverso dalle tonalità degli anni successivi, banda gialla orizzontale al centro e sponsor su campo blu Parmalat, con un colletto dal gusto retro, perfettamente aderente a quel periodo storico – erano i primi anni Novanta. Nel tempo, poi, sul social si sono aggiunte nuove maglie, più recenti, più riconoscibili a volte, ma sempre con loro al centro: le donne.

«Ho scelto solo donne», ci spiega Pancho Monti, «perché ogni volta che vado allo stadio mi accorgo sempre della stessa cosa. Lo stadio è pieno zeppo di tifose, ma in qualche modo i media mostrano soltanto uomini – anche se, forse, qualcosa sta cambiando adesso. Pensavo che nessuno si era reso conto o avesse capito a fondo la passione delle donne per il calcio. Le vedi urlare esattamente come gli uomini, e anche piangere esattamente come gli uomini. Ci sono così tante donne, ragazze, da sole o in gruppo, e volevo raccontarlo».

Le donne sono le protagoniste assolute, ma negli scatti di Monti si trova tutto un mondo profondamente legato al quartiere de La Boca e in generale alla cultura argentina. «Cumbia e vino sono i miei riferimenti», dice scherzando, ma nemmeno troppo. Il Boca e i suoi tifosi sono figli di un mondo identitario, con degli elementi comuni, con una storia comune. C’è una personalità unica, qualunque sia l’universo di riferimento che Monti cerca di inserire all’interno dei propri scatti: «Strade di Buenos Aires, il quartiere de La Boca, o anche interni». C’è la Bombonera, certo, ma le foto più suggestive sono proprio quelle scattate all’esterno dello stadio, perché è così che viene raccontato al meglio l’orizzonte del tifo, e del popolo, Xeneize: un piccolo giardinetto, una palestra, un supermercato o anche davanti a un vecchio mobile ammuffito. Con la maglia del Boca addosso, il senso è che quell’identità è un qualcosa di inscalfibile, di incancellabile.

E poi c’è una foto che è diventata un elemento di culto, e che probabilmente avete già visto. È una foto di una donna anziana, ovviamente in maglia Boca, una lattina di Coca in mano con sopra impressa la linguaccia dei Rolling Stones – imitata dallo stesso soggetto immortalato. «Il mio scatto preferito», dice Pancho. «Si chiamava Lilita, all’epoca aveva 91 anni! È una foto che adoro perché incarna un’attitudine ribelle, e unisce il Boca e i Rolling Stones, due cose molto importanti per me e in generale per la cultura argentina. Mi dispiace molto che se ne sia andata prima della pubblicazione del libro. Ma mi rende molto felice il fatto che quella foto sia stata molto apprezzata».

Tutte le foto ad opera di Pancho Monti.
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