Come funziona il calciomercato del Red Bull Salisburgo

Il direttore sportivo del club austriaco spiega come ha scovato Haaland, Mané e gli altri calciatori lanciati negli ultimi anni.
di Redazione Undici 24 Aprile 2020 alle 12:30

Si parla tanto di modello Red Bull nel calcio, e se ne parla giustamente: in poco più di dieci anni, la società austriaca di bevande energetiche ha creato un grande impero sportivo, portando club come il Lipsia e il Salisburgo a essere competitivi ai massimi livelli. Merito di una profonda programmazione coordinata, di un’identità progettuale imposta dall’alto e condivisa in tutti i reparti dei club, anche quelli degli altri continenti – New York e Bragantino, appena promosso nel Brasilerão –, ma anche di un modello di scouting che funziona, e che ha generato enormi plusvalenze a bilancio, ovvero il propellente finanziario che serviva per alimentare ogni anno il progetto. Il Salisburgo, per esempio, ha incassato 115 milioni in una sola stagione grazie alle cessioni di Haaland, Dabbour, Schlager e Lainer tra gli altri, e la cifra è molto più alta se si considerano le altre grandi operazioni in uscita imbastite negli ultimi anni – Mané, Haidara, Keita, Upamecano. Al di là dei capitali della Red Bull, dunque, c’è una squadra di professionisti del mercato che funziona. E che a Salisburgo è guidata da Christoph Freund, direttore sportivo ed ex calciatore.

In un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo As, Freund ha spiegato come lavora il team di reclutamento del Salisburgo: «Abbiamo otto osservatori, non tantissimi. Ma maneggiamo un’enorme quantità di dati. Per noi le statistiche sono fondamentali, ci permettono di individuare i migliori profili giovani». Il target ha un’età media molto bassa: «Il nostro dipartimento si concentra su giocatori dai 16 ai 19 anni, controlliamo tra ottanta e novanta ragazzi potenzialmente interessanti, e vediamo quale profilo si adatta meglio a noi». Non ci sono preclusioni geografiche: in questo momento, la rosa guidata dal tecnico americano Marsch, “allevato” nella galassia Red Bull come tecnico di New York, è composta da giocatori di dodici nazionalità diverse, non ci sono giocatori austriaci, piuttosto di quattro continenti diversi – manca solo l’Oceania. L’età media è di 24,1 anni.

Freund ha anche spiegato che non esiste una direttiva imposta dall’alto per la cessione di giocatori al Red Bull Lipsia, al momento il club più rappresentativo del gruppo – i tedeschi hanno raggiunto i quarti di finale di Champions League. «Il caso di Haaland è esplicativo», chiarisce il direttore sportivo del Salisburgo, «noi lo adoravamo ma alla fine ha scelto di andare al Borussia Dortmund». Il modello Red Bull permette grossi incassi, quindi non risentirà della crisi post-pandemia, almeno secondo Freund: «Non abbiamo e non avremo bisogno di vendere. Continueremo a lavorare come al solito, cercando giocatori che possano essere importanti per il nostro progetto».

>

Leggi anche

Calcio
Leo Messi è il proprietario del Cornellà da poche ore, eppure il piccolo club catalano è già uno dei più seguiti di tutta la Spagna (su Instagram e non solo)
È bastato l'annuncio del deal per cambiare la percezione e quindi la storia della squadra catalana, che al momento gioca in quinta divisione ma è già diventata famosissima.
di Redazione Undici
Calcio
La partita tra Manchester City e Arsenal ha dimostrato perché avere Erling Haaland fa tutta la differenza del mondo
Il fuoriclasse norvegese è rimasto nascosto per molti minuti nelle pieghe del big match di Etihad, poi l'ha deciso a modo suo: con un gol da attaccante vero.
di Redazione Undici
Calcio
In Canada si stanno giocando le prime partite con il fuorigioco “alla Wenger”, e il calcio sembra già un gioco molto molto diverso
Il gol di Alejandro Diaz nella sfida tra Pacific FC e Halifax Wanderers potrebbe rappresentare una svolta: preparatevi a ripensare completamente a una delle regole fondamentali del calcio, almeno per come la conosciamo.
di Redazione Undici
Calcio
Portando la Real Sociedad a vincere la Copa del Rey, Pellegrino Matarazzo è diventato il primo tecnico americano a conquistare un titolo con una squadra delle cinque leghe top in Europa
Il successo in finale contro l'Atlético Madrid potrebbe avere un impatto sulla percezione degli allenatori USA nel calcio d'élite.
di Redazione Undici