No, il Camp Nou non prenderà il nome della società di cannabis di Mike Tyson

«Non ci sono stati contatti tra il Barça e l'azienda», spiega Espn.
di Redazione Undici 28 Aprile 2020 alle 17:23

Dopo l’annuncio della prima, storica vendita dei naming rights del Camp Nou, erano già iniziate a circolare le prime voci su possibili società interessate ad associare il proprio nome a quello dello stadio del Barcellona. Una delle prime manifestazioni è arrivata dal socio in affari di Tyson, Alki David, che nel weekend ha dichiarato alla Bbc che la loro società produttrice di prodotti con CBD, un metabolita della Cannabis, avrebbe potuto partecipare alla corsa per aggiudicarsi i diritti. «È un’idea fantastica», ha detto David, «la Spagna ha una lunga tradizione all’interno dell’Unione Europea come leader o liberale nella strada verso la legalizzazione, quindi l’accoppiamento con la nostra azienda, la SwissX sarebbe del tutto naturale».

Secondo quanto riporta Espn, che cita fonti interne al processo di vendita dei diritti, non c’è la possibilità reale di stipulare questo accordo con la società di Tyson. Anche perché «non c’è stato alcun contatto tra il Barcellona, SwissX, anzi non sono ancora pervenute offerte ufficiali». Inoltre, la stessa fonte ha dichiarato che la denominazione storico “Camp Nou” resterà affiancato a quello dell’azienda che si aggiudicherà l’asta per l’acquisizione dei naming rights. La risposta di David, rilasciata sempre a Espn, smentisce questa versione: «Abbiamo le prove dei contatti tra la nostra azienda e il Barcellona. Penso che il club spagnolo stia solo cercando di tastare le reazioni alla nostra offerta, per capire come potrebbe essere accolto l’arrivo di un’azienda come la nostra nel mondo del calcio. Capisco la loro tensione, ma sono fiducioso che possano essere coraggiosi. Certi progressi sono complicati, ma possono aiutare davvero le persone».

La vendita dei diritti di denominazione dello stadio del Barça, inaugurato nel 1957 e destinato a essere ristrutturato in maniera profonda nei prossimi anni – i lavori sarebbero iniziati questa estate, ora la situazione andrà ovviamente valutata in relazione allo stato della pandemia –, è stata messa a punto anche per creare nuovi fondi da devolvere in beneficenza per sconfiggere il Coronavirus. La strategia iniziale era quella di mettere in vendita i diritti a partire dalla stagione 2023/24, a fronte di 300 milioni di euro per un contratto di sponsorizzazione di 25 anni. La pandemia ha accelerato questo processo e ha anche fatto cambiare i programmi: gli incassi dell’accordo che verrà, come detto, non andranno solo nelle casse del club catalano.

>

Leggi anche

Calcio
Lo scontro diretto ha dimostrato che Inter e Napoli sono le migliori squadre della Serie A
A San Siro è venuto fuori un 2-2 godibile, pieno di giocate, concetti tattici ed emozioni di primo livello.
di Redazione Undici
Calcio
L’ultima diavoleria di Arteta per il suo Arsenal è Thomas Gronnemark, un vero e proprio guru delle rimesse laterali
Il coach danese ha già fatto grandi cose al Liverpool, durante l'era-Klopp, e nel suo campo è considerato come un genio visionario.
di Fabio Simonelli
Calcio
Grazie allo scouting, la Nigeria ha tanti giocatori di talento nati e cresciuti in altri Paesi (e potrebbe averne ancora di più)
Lookman, Iwobi e Ola Aina sono solo i più importanti esempi di un lungo lavoro di pianificazione e diplomazia.
di Redazione Undici
Calcio
C’è un club di settima divisione spagnola che si chiama Inter Barcelona e che ha presentato il progetto per un centro sportivo da 40 milioni di euro
Otto campi da calcio, un albergo da 150 posti, piscine, palestre, sale stampa e persino un edificio dedicato all'applicazione dell'intelligenza artificiale nel calcio: il mega progetto è pronto a creare 250 posti di lavoro per la comunità.
di Redazione Undici