In Svezia, la preparazione precampionato va avanti da sei mesi

La pandemia ha fatto slittare l'inizio del campionato: i club sono fermi da novembre 2019, ad eccezione del Malmö.
di Redazione Undici 05 Giugno 2020 alle 15:02

In alcune nazioni, il lockdown non ha interrotto i campionati sportivi, piuttosto ha fatto slittare l’inizio della nuova stagione. È il caso dei tornei scandinavi, Svezia, Norvegia e Finlandia, che iniziano in primavera e quindi seguono un calendario diverso da quello delle altre leghe europee. L’edizione 2020 di questi campionati è stata rimandata a causa della pandemia, e quindi i club sono fermi praticamente da novembre 2019, da allora non giocano partite ufficiali, si allenano e affrontano dei test amichevoli, nient’altro. L’unica eccezione è rappresentata dal Malmö, che ha giocato i sedicesimi di Europa League a febbraio (doppia sconfitta contro il Wolfsburg). In un articolo della Bbc, alcuni calciatori della Allsvenskan, il massimo campionato, hanno raccontato come la preparazione precampionato stia durando «da oltre sei mesi». Tra gennaio e febbraio, infatti, i club si sono riuniti per allenarsi in vista della nuova stagione, che in teoria sarebbe dovuta iniziare il 4 aprile. La pandemia ha cambiato le carte in tavola, e ora le partite inizieranno il 14 giugno.

Andrew Mills, portiere inglese dell’Ostersunds, ha raccontato che «il nostro ritiro precampionato è stato lunghissimo, rispetto ai periodi di preparazione in Inghilterra è durato quattro o cinque volte di più». Nell’Ostersunds gioca anche un altro giocatore britannico, Blair Turgott, che ha sottolineato quanto la situazione sia stata frustrante per gli atleti: «Il ritiro precampionato è la fase più noiosa nella vita di un calciatore, chi dice di essere felice di allenarsi sempre, senza giocare, è un bugiardo. In Svezia, poi, neanche l’ambiente aiuta: per molti giorni, non abbiamo fatto altro che andare al campo per le sedute quotidiane, tornare a casa, mangiare e dormire». Fredrik Ulvestad, centrocampista del Djungarden campione in carica, ha spiegato che «per un giocatore è davvero deprimente allenarsi senza un obiettivo temporale, senza sapere quando potrai scendere in campo».

La Svezia ha affrontato la pandemia in maniera diversa rispetto agli altri Paesi europei, ha preferito non chiudere tutte le attività produttive, ma ha comunque proibito assembramenti oltre le cinquanta persone. Ora il calcio potrà ripartire, ovviamente le partite si disputeranno a porte chiuse, ma almeno finirà questo lungo periodo di sospensione. L’Allsvenskan mette di fronte sedici squadre per un totale di trenta partite tra andata e ritorno; la squadra più vincente è il Malmö, che ha conquistato 20 titoli, l’ultimo nel 2017. Nell’edizione 2019, il Djungarden si è laureato campione al termine di una volata che ha coinvolto quattro squadre fino all’ultimo turno: il Malmö e l’Hammarby si sono piazzate seconde a un punto dalla vetta, l’AIK è arrivato quarto, con soli quattro punti di svantaggio dal Djungarden.

>

Leggi anche

Calcio
Atalanta, Juve, Milan, Inter e Roma hanno dei settori giovanili che funzionano, ma i numeri sono ancora molto lontani da quelli dei top club
L'ultimo rapporto del CIES parla chiaro: le società di Serie A hanno dei vivai meno produttivi rispetto a quelle che comandano gli altri campionati europei.
di Redazione Undici
Calcio
Yassine Bounou l’ha fatto di nuovo: il Marocco è andato ai rigori e lui è stato decisivo (con una parata mai vista prima)
Il portiere dell'Al-Hilal ha confermato le sue straordinarie capacità sui tiri dagli undici metri.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid ha subito un incredibile Giant Killing in Copa del Rey, ma in realtà è una cosa che succede piuttosto spesso
Quella di ieri subita dall'Albacete è solo l'ultima di una lunga serie di sconfitte sorprendenti nella coppa nazionale.
di Redazione Undici
Calcio
Diversi calciatori iraniani hanno deciso di schierarsi con le proteste dei loro connazionali, sfidando apertamente il regime
E per chi come Taremi manifesta solidarietà al popolo iraniano, il pericolo rischia di ricadere sui propri cari rimasti intrappolati nella Repubblica Islamica.
di Redazione Undici