C’è un nuovo documentario su Bruce Lee, e pare sia bellissimo

Si intitola Be Water ed è stato prodotto da Espn.
di Redazione Undici 08 Giugno 2020 alle 12:22

Siamo nell’era dei documentari sportivi, un po’ perché le produzioni hanno raggiunto delle vette di qualità – The Last Dance è solo la punta dell’iceberg, da anni ci sono degli ottimi lavori che raccontano di storie di basket, calcio e altre discipline – e un po’ perché la pandemia e il lockdown hanno inevitabilmente fatto esaurire il racconto su ciò che sta succedendo, spostando i riflettori su ciò che è stato. E allora segnaliamo che sta arrivando un nuovo docufilm su Bruce Lee, intitolato Be Water. È diretto da Bao Nguyen, film-maker vietnamita, appartiene alla collana 30 for 30 di Espn e racconta la vita dell’artista marziale e attore (e regista, e tante altre cose) nel 1940 a San Francisco, cresciuto a Hong Kong e morto negli Stati Uniti nel 1973.

Rispetto ad altri documentari, Be Water sembra essere «più intimo nel contenuto e nella forma», come spiega una recensione (decisamente entusiastica) pubblicata da Slate. Piuttosto che affidarsi a una voice over che tiene unite le parti dell’opera, il regista ha costruito la narrazione alternando testimonianze dirette e interviste, tra cui quelle rilasciate dai membri della famiglia Lee e da alcune personalità del mondo culturale e dello sport, tra cui i critici Jeff Chang e Sam Ho e Kareem Abdul-Jabbar, stella dei Los Angeles Lakers negli anni Settanta e Ottanta. Uno degli aspetti centrali de Be Water vuole sottolineare la grandezza sportiva di Bruce Lee, che per lui «era assolutamente intrecciata con la carriera di attore», si legge su Slate.

L’altro tema forte, considerando anche il momento politico e culturale che stiamo vivendo, riguarda il razzismo: Bruce Lee era figlio di un attore cinese e di una donna eurasiatica benestante, quando tornò negli Stati Uniti per frequentare l’università creò un gruppo amicale con provenienza geografica mista, inoltre sposò una donna bianca e cercò di lavorare a Hollywood andando oltre i ruoli stereotipati e caricaturali assegnati agli attori asiatici negli anni Sessanta. Il titolo Be Water è ripreso da una frase famosa dello stesso Bruce Lee, che invitava a «essere come l’acqua, ovvero informi, capaci di diventare tazza, bottiglia, di fluire come di schiantarsi». Il documentario è stato trasmesso per la prima volta ieri sera, e ora è disponibile sulla piattaforma streaming ESPN+.

>

Leggi anche

Altri sport
Milano Cortina 2026 sarà l’Olimpiade dei territori, e segnerà una nuova era per i Giochi Invernali: intervista a Giovanni Malagò
Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 è il grande promotore dei Giochi che tornano in Italia dopo vent’anni. Con lui abbiamo parlato del significato sportivo, sociale, economico e culturale che sta intorno a un appuntamento così importante.
di Francesco Paolo Giordano
Altri sport
Le Olimpiadi e lo sport insegnano a credere sempre nei sogni, intervista a Orietta Bertò
AROUND MiCo La visione e il modello organizzativo di Milano Cortina 2026 – La giocatrice di wheelchair curling, nonché ambassador dei Giochi, Olimpici e Paralimpici Invernali, è pronta a vivere un evento che per lei significa tantissimo.
di francesco giordano
Altri sport
I prezzi per uno spot pubblicitario durante il Super Bowl sono diventati davvero enormi
Alcuni giornali dicono otto milioni, altri arrivano a quota dieci milioni, sempre per uno spot di 30 secondi. In ogni caso, l'edizione 2026 aggiornerà tutti i record di incassi.
di Redazione Undici
Altri sport
Milano Cortina 2026 ha avuto un impatto culturale enorme su un’intera generazione, e continuerà ad averlo nei prossimi anni
Nel corso della marcia d’avvicinamento ai Giochi Invernali, ci sono stati diversi progetti di grande richiamo. Come per esempio l'Olimpiade culturale e il programma Gen 26.
di Redazione Undici