La crisi del Valencia è fuori controllo

Il mercato in uscita e la situazione finanziaria del club, insieme all'arroganza della proprietà, hanno fatto infuriare i tifosi.
di Redazione Undici 26 Agosto 2020 alle 13:31

Nella serata del 25 agosto, mentre il mondo del calcio stava metabolizzando la notizia del fax con cui Messi ha comunicato al Barcellona la sua volontà di andare via, il Valencia ha annunciato la cessione di Rodrigo Moreno al Leeds United. L’addio dell’attaccante brasiliano con passaporto spagnolo è già la quinta operazione in uscita ufficializzata dal club dopo quelle che hanno portato l’ex capitano Parejo e Coquelin al Villarreal, Ferrán Torres al Manchester City e allo svincolo di Ezequiel Garay. Quella che potrebbe sembrare l’ennesima rivoluzione, il frutto di  un nuovo rinnovamento totale avviato dopo il fallimento del progetto di Celades e César Sánchez, è invece la spia di un malessere molto più profondo, che nasce dall’incapacità strategica e manageriale manifestata dalla dirigenza negli ultimi anni.

Dal 2014 a oggi, per dire, il Valencia ha assunto e poi esonerato sette allenatori diversi, – Pizzi, Nuno Espirito Santo, Neville, Ayestarán, Prandelli, Marcelino, Celades. Il nuovo tecnico è il 50enne basco Javi Gracia, reduce dalle esperienze con Rubin Kazan e Watford, ma è ovvio che il problema vada ricercato altrove, nella scriteriata gestione della Meriton Holdings, la società del businessman singaporiano Peter Lim che detiene l”80% delle azioni del Valencia. Nelle scorse settimane, il presidente Anil Murthy ha pubblicato una lettera aperta in cui ha respinto tutte le accuse e le proteste dei tifosi, e ha spiegato come molti giocatori della rosa siano da considerare fuori dal progetto. Murthy non ha fatto nomi, ma secondo le indiscrezioni di mercato, il Valencia avrebbe intenzione di cedere Gayà, Cillessen, Kondogbia e Gabriel Paulista se non accetterà la proposta di rinnovo avanzata nelle ultime settimane; pure Gameiro, Diakhaby, Guedes e Mangala potrebbero lasciare il club.

Pochi giorni dopo la pubblicazione della lettera, secondo il quotidiano locale Las Provincias, Murthy si sarebbe incontrato con i giocatori e gli avrebbe offerto delle cambiali (datate al primo settembre) per saldare ciò che resta degli stipendi non pagati della scorsa stagione. I giocatori avrebbero rifiutato questa proposta, anche perché non credono che la società sia realmente in grado di coprire la cifra mancante – circa 48 milioni di euro. 

Come si evince anche dal clamoroso caso delle cambiali, il ridimensionamento tecnico in atto non è coinciso con il miglioramento della situazione economica: il Valencia ha disputato le ultime due edizioni della Champions League, ma nonostante gli introiti garantiti dall’Uefa e dalle televisioni il debito del club è ancora nell’ordine dei 500 milioni di euro. Nell’ultima stagione ha chiuso il campionato al nono posto, quindi nella stagione che sta iniziando non parteciperà ad alcuna competizione europea. Inoltre, il progetto del nuovo stadio è ancora fermo: Lim aveva promesso di risanare la società così da poter riprendere i lavori interrotti nel 2008 – sempre a causa del dissesto finanziario – ma il Nuevo Mestalla è ancora uno scheletro di cemento abbandonato poco fuori il centro della città.

È per questo che le ultime mosse della dirigenza sono state criticate in maniera ancora più dura rispetto al passato: molti tifosi si sono radunati nella zona del Mestalla per invitare Lim a cedere la società, i vertici di Meriton hanno iniziato a servirsi di guardie del corpo armate per prevenire eventuali aggressioni. L’atteggiamento delle persone intorno alla proprietà non aiuta a calmare gli animi: Kim, la figlia del proprietario del Valencia, ha scritto su Instagram che «il Valencia è di proprietà della famiglia Lim» e che quindi «possiamo fare quello che vogliamo con il club». Nel bel mezzo del caos, la squadra si è radunata per l’inizio della nuova stagione, ma i guai per Javi Gracia non sono finiti: il 26 luglio è stata comunicata la positività di un giocatore del Valencia al Coronavirus, ed è il terzo elemento dell’organico contagiato negli ultimi giorni. La Liga inizierà solo tra 17 giorni.

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