Quali sono i campionati in cui ci sono più ammonizioni ed espulsioni?

In Sudamerica gli arbitri sventolano molti più cartellini che altrove.
di Redazione Undici 10 Settembre 2020 alle 16:07

Quando si parla di arbitri e metri arbitrali, spesso si notano delle grandi differenze di valutazione in base al contesto delle partite, per esempio tra Serie A e competizioni di altri Paesi oppure internazionali. L’ultimo rapporto dell’osservatorio CIES ha cercato proprio di quantificare e approfondire queste discrepanze, mettendo a confronto il numero di cartellini gialli e cartellini rossi comminati in 87 campionati diversi di tutto il mondo. L’indagine tiene conto di tutte le partite giocate dal 2015/16 al 2019/20, e mostra come che ci siano ampie distanze da Paese a Paese: la media su scala globale è di 4,42 cartellini gialli e 0,25 cartellini rossi per match, ma in Sudamerica arriva fino a 5,44 ammonizioni e 0,39 espulsioni ogni 90 minuti; in Europa, questa cifra è più bassa (4,28 gialli e 0,21 rossi per gara), anche se il primato “positivo” spetta alla AFC, la confederazione asiatica, in cui gli arbitri comminano 3,82 ammonizioni e 0,18 espulsioni per partita.

Osservando invece i singoli Paesi, quindi i campionati nazionali, quelli in cui gli arbitri tirano fuori il maggior numero di cartellini sono Bolivia (6,32 ammonizioni e 0,48 espulsioni per match), Guatemala (6,27 e 0,34) e Uruguay (5,92 e 0,51). La Serie A si trova al 28esimo posto, con 4,76 gialli e 0,27 rossi in media; considerando le altre quattro grandi leghe europee, solo in Spagna si ammonisce e si espelle di più rispetto all’Italia (5,27 gialli e 0,23 rossi); in Francia vengono sventolati 3,78 gialli e 0,26 rossi per match, in Germania toccano quota 3,76 e 0,15, in Inghilterra le quote sono ancora più basse: 3,39 ammonizioni e 0,12 espulsioni a partita. Il luogo comune dell’arbitraggio all’inglese per identificare un metro di valutazione più permissivo è quindi verificato nella realtà.

Un aspetto interessante analizzato dal report CIES riguarda il rapporto tra vari fattori socioeconomici, a livello nazionale, e cartellini gialli e rossi comminati nel campionato di riferimento: i dati hanno messo in luce come il prodotto interno lordo (PIL) e l’indice di sviluppo umano (Isu) siano inversamente proporzionali alla quantità di cartellini che gli arbitri decidono di estrarre. Questo significa che gli arbitri ammoniscono ed espellono di meno in campionati di Paesi in cui gli abitanti hanno un tenore di vita migliore. Ancora più significativa è però l’esistenza di una correlazione tra il numero di cartellini e il tasso di omicidi per Paese; in pratica, il report dimostra che la violenza del tessuto sociale sembra proiettarsi dentro il campo da gioco. Ma anche la corruzione pare essere un fattore correlato, infatti viene fatto notare come più i cittadini ritengano elevato il livello di corruzione nel proprio Paese, più il numero di cartellini tenda ad aumentare.

>

Leggi anche

Calcio
Il campionato polacco sta diventando attraente e competitivo, e il merito è anche della Conference League
Un exploit che ha portato l'Ekstraklasa a scalare le gerarchie europee, arrivando a insidiare anche l'Italia per i coefficienti UEFA della stagione in corso.
di Redazione Undici
Calcio
Sono un giocatore del popolo e voglio ancora sentirmi importante in campo: intervista al Papu Gómez
Il Padova ha accolto uno dei giocatori più amati degli ultimi anni. Che ha raccontato il ritorno dopo la squalifica, il suo rapporto con Gasperini, con l'Atalanta e con Ilicic, cosa si prova a vincere un Mondiale, la sua voglia di essere ancora protagonista.
di Emanuele Giulianelli
Calcio
Il Brasileirão domina il mercato sudamericano come fa la Premier in quello europeo, e infatti ci sono tantissimi giocatori stranieri
I club brasiliani hanno scavato un solco enorme col resto del loro continente, e ora fanno shopping anche in Europa.
di Redazione Undici
Calcio
James Rodríguez è senza squadra, eppure ha ancora un grande appeal commerciale e sarà sicuramente il leader della Colombia ai Mondiali 2026
Anche da svincolato, e dopo tanti fallimenti, l'ex Real Madrid continua a essere il centro della Nazionale colombiana e di tutto il movimento.
di Redazione Undici