Una nuova intervista importante di Serena Williams sul tema delle discriminazioni

Per la cover story del nuovo numero di Vogue UK.
di Redazione Undici 08 Ottobre 2020 alle 12:08

La cover story del numero di novembre di Vogue UK è dedicata a Serena Williams, e il titolo scelto per celebrarla (“Serena, Still Winning”) riguarda il tennis, ma anche lo sviluppo della sua figura oltre il campo da gioco. Da anni, infatti, la giocatrice americana è un simbolo nella lotta contro le discriminazioni, in quanto donna e in quanto nera. Ed è proprio questo il tema centrale della sua intervista: «Adoro difendere le persone e supportare le donne», dice Serena, «adoro esere la voce che milioni di persone non ce l’hanno».

Sempre in relazione alla considerazione delle donne nella società contemporanea, Williams si è espressa in maniera chiara: «Il tennis gioca un piccolo ruolo nello schema complessivo delle cose, ma resta il fatto che in altri ambiti non ci si aspetta che le donne possano essere le leader del futuro o le CEO del futuro. Questa narrazione deve cambiare. E forse non migliorerà in tempo per me, ma chi è nella mia posizione può mostrare alle donne e alle persone di colore che noi abbiamo una voce».

Un altro tema importante dell’intervista è quello del trattamento diverso riservato alle persone di colore: «In quanto donna e in quanto atleta di colore, mi sono sentita sottopagata e sottovalutata». Partendo da qui, Williams ha spostato la sua attenzione su quanto è avvenuto negli ultimi mesi negli Stati Uniti: «Negli ultimi anni, i neri si sono accorti di avere una voce, anche negli Stati Uniti. Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha avuto e ha un ruolo importante in questo processo: ora vediamo cosa che sono state nascoste per anni, perché prima non c’erano i cellulari che potevano registrarle. Alla fine di maggio, dopo la morte di George Floyd, un sacco di persone bianche mi hanno scritto dicendo che gli dispiaceva per “quanto avevo passato”. Credo che, almeno per un minuto, abbiano visto cosa stava succedendo. E io mi chiedevo: ok, ma non l’hai mai visto prima? Io ne ho parlato per tutta la carriera!».

Nella sua intervista, Serena Williams ha parlato anche del suo rapporto con le discriminazioni, dovute al colore della sua pelle ma anche alle caratteristiche particolari del suo fisico: «Quando ero ragazza, gli stereotipi erano diversi, ciò che era socialmente accettato era diverso. Mia sorella Venus era vista in maniera diversa, aveva e ha gambe molto lunghe ed è sempre stata molto molto magra. Io non vedevo persone come me in televisione, persone grosse. Non c’era un’immagine positiva del mio corpo, era un’epoca diversa. Ma proprio grazie al mio corpo, a questo corpo, sono riuscita ad avere una grande carriera.

È stato incredibile, sono davvero grata al mio corpo, avrei solo voluto imparare a essergli grata prima». L’impegno di Williams per la body positivity è alimentato anche dal suo brand d’abbigliamento, ovviamente chiamato “Serena”: ci sono molte taglie disponibili, le collezioni sono orientate a celebrare le donne, tutte le donne, e proprio in relazione a questo punto lei ha dichiarato che «come atleta, imprenditrice, figlia, sorella, moglie e mamma, so che non si tratta sempre di essere perfette, ma di essere preparate a quello che la vita ci scaglia addosso. Ogni successo di una donna dovrebbe essere d’ispirazione per un’altra. Siamo più forti quando ci sosteniamo a vicenda».

 

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