L’Atlético Madrid ha guadagnato 400 milioni grazie al suo settore giovanile

Tante cessioni negli ultimi tredici anni, da Torres a Thomas Partey.
di Redazione Undici 09 Ottobre 2020 alle 11:45

Nel calcio la struttura e l’organizzazione societaria possono fare la differenza, a tutti i livelli. La cura e gli investimenti nel settore giovanile, per esempio, possono garantire introiti importanti. L’Atlético Madrid è la conferma di questo assunto: dal 2007, infatti, la società della capitale spagnola ha incassato 400 milioni di euro dalla cessione di giocatori cresciuti nella propria cantera. Avere un forte settore giovanile, del resto, ti permette di non dipendere interamente dal mercato e ti può fornire nuove soluzioni: puntare su giocatori cresciuti in casa e che conoscono già perfettamente l’ambiente. L’Atlético però durante gli ultimi anni ha deciso di intraprendere una strada leggermente diversa: vendere i prodotti del proprio vivaio e reinvestire poi gli incassi sul mercato in entrata.

Al momento, infatti, nella rosa di Simeone ci sono solo tre giocatori cresciuti nell’Atlético: Koke, Saúl e Mánu Sanchez – quest’ultimo, tra l’altro, è un terzino classe 2000 non ancora inserito davvero nelle rotazioni, che ha fatto il suo debutto nel finale della scorsa stagione nella partita contro l’Osasuna vinta per 2-0. Come detto, tanti prodotti del settore giovanili sono stati ceduti: l’ultimo in ordine di tempo è Thomas Partey, centrocampista che nell’ultimo giorno di mercato ha raggiunto Mikel Arteta all’Arsenal dopo che i Gunners hanno sfruttato la clausola rescissoria di 50 milioni presente nel suo contratto. Fino all’estate 2019, Partey era il compagno di reparto di Rodrigo Hernández, meglio conosciuto come Rodri: dopo essersi formato a Madrid, l’attuale centrocampista del Manchester City è passato al Villarreal, poi è tornato all’Altético e poco più di un anno fa ha fatto incassare 70 milioni all’Atlético quando ha deciso di trasferirsi in Inghilterra, accettando l’offerta di Pep Guardiola. Ma non è questa la cessione più remunerativa per un giocatore cresciuto nell’Atlético, piuttosto quella di Lucas Hernández, terzino francese che nel 2018 ha vinto la Coppa del Mondo: dopo le stagioni vissute agli ordini di Diego Simeone, nel 2019 il Bayern Monaco ha pagato clausola rescissoria di 80 milioni.

È dal 2007 che la cantera rojiblanca permette al club di incassare grandi cifre: la prima cessione importante fu quella di Fernando Torres, che tredici anni fa passò al Liverpool per 38 milioni di euro. Oltre al Niño, nell’accademia dell’Atletico Madrid sono cresciuti anche David De Gea, che fu venduto al Manchester United nel 2011 per 25 milioni, l’attuale terzino del Milan Theo Hernández, passato ai rivali del Real Madrid dopo il pagamento della clausola di 30 milioni, e il centrocampista Óliver Torres, ceduto al Porto per 20 milioni di euro nel 2016, e che oggi gioca nel Siviglia. Oltre a questi grossi incassi, si aggiungono al conto anche operazioni minori: Mario Suárez alla Fiorentina per 15 milioni, Borja Bastón allo Swansea per 18 milioni e Roberto al Benfica per 8,5 milioni.

>

Leggi anche

Calcio
Le città che ospitano le partite di Coppa del Mondo incassano meno soldi di quelli che spendono, ha scritto Forbes
A volte, il vero affare, è restarne fuori. E diverse località americane se ne stanno rendendo conto a ridosso del torneo.
di Redazione Undici
Calcio
L’Hard Rock Stadium di Miami ha ospitato un Masters 1000 di tennis e il GP di Formula Uno, e adesso si sta preparando per i Mondiali di calcio
L'impianto dei Dolphins è stato utilizzato come paddock fino a poche ore fa, ma tra qualche giorno sarà prontissimo per sette gare di Coppa del Mondo.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Saragozza è una big di Spagna, appartiene a un fondo americano e sta ricostruendo il suo stadio, ma nel frattempo è a un passo dalla retrocessione in terza divisione
Il rischio di ritrovarsi con un nuovo stadio da Champions League e una squadra di dilettanti è più concreto che mai.
di Redazione Undici
Calcio
Kobbie Mainoo è il simbolo della rinascita del Manchester United, che è appena tornato in Champions League
Il giovane centrocampista dei Red Devils, nato e cresciuto a Manchester, era finito ai margini durante la gestione-Amorim. Con Carrick, per fortuna, le cose sono cambiate.
di Redazione Undici