Calcio Internazionale

Al Lione, Lucas Paquetá ha già conquistato tutti

Al punto che France Football si chiede se sia uno dei migliori giocatori della Ligue 1.

I risultati del Milan e il suo rendimento al Lione sono due indizi che fanno una prova: il trasferimento di Lucas Paquetá può essere considerata un'operazione win-win per tutti. Il brasiliano è stato un protagonista secondario nella rimonta post-lockdown dei rossoneri, e dopo il suo addio la squadra di Pioli ha perso una sola gara nella prima parte di stagione, giusto l'ultima contro la Juve, ora è in testa al campionato e ormai è candidata all'ingresso in Champions League, e forse pure a qualcosa in più – uno status raggiunto grazie a un sistema di gioco che sembra cucito alla perfezione addosso alla rosa allestita da Maldini, Massara e Moncada. Ma anche lo stesso Paquetá sembra aver trovato una squadra perfetta per lui, un ambiente che lo comprende e lo esalta, al punto che nella mattina del 7 gennaio 2021, l'edizione online di France Football ha pubblicato un articolo-sondaggio in cui c'è una domanda per i lettori: «In questo momento, Lucas Paquetá è uno dei tre giocatori migliori della Ligue 1». Le risposte affermative sono pari al 65%.

Al di là delle sensazioni dei lettori di France Football, è evidente che il fantasista brasiliano si trovi bene nella squadra di Rudi Garcia. Non tanto per i numeri, piuttosto modesti in verità (un solo gol e un solo assist in 13 partite, tra l'altro questo gol e questo assist sono arrivati nelle ultime due gare), quanto per il grande e continuo contributo creativo nel gioco dell'OL. Ovvero, di una squadra che sta disputando una stagione eccellente: in questo momento, infatti, il Lione è primo in classifica con tre punti di vantaggio sul PSG (39 a 36), ed è reduce da una striscia di 17 risultati utili consecutivi; dopo la sconfitta alla prima giornata – 1-2 in casa del Montpellier – ha vinto undici partite, di cui dieci nelle ultime dodici, e ne ha pareggiate sei. Paquetá, arrivato in Francia a fine settembre, è stato protagonista di questo percorso di crescita, il suo inserimento è stato progressivo, irrefrenabile, e oggi è una delle colonne del sistema di Garcia: l'ex tecnico della Roma lo schiera nello slot di mezzala sinistra nel 4-3-3, ma in realtà Paquetá ha assoluta libertà di movimento, è sempre lì dove avvengono le cose, in attacco ma anche in fase difensiva. Gli spazi tendenzialmente più aperti della Ligue 1 sono perfetti per un calciatore come lui, che compensa una velocità non proprio elevata con una grande comprensione del gioco, e con una sensibilità tecnica che gli permette di giocare bene nello stretto, ma anche di servire i compagni con grande precisione. Nei video-skill su Youtube, la sua azione più ricorrente è un passaggio tra le linee avversarie che avviene dopo un recupero palla, oppure dopo un controllo efficace e/o un duello individuale vinto grazie a un dribbling. È così che Paquetá è diventato fondamentale per il Lione: la sua lucidità in certe situazioni permette alla squadra di Garcia di armare i suoi talenti offensivi – Depay, soprattutto, ma anche Toko Ekambi e Kadewere – nelle condizioni che preferiscono, cioè in campo aperto dopo l'attacco della profondità.

Proprio questo aspetto è stato sottolineato da Rudi Garcia nelle interviste postpartita di Lione-Lens 3-2, l'ultima gara di Ligue 1, in cui Paquetá ha servito l'assist per il gol iniziale di Depay: «Quando gioca con lucidità, fa sempre la differenza in fase offensiva, grazie ai suoi passaggi di prima, alla sua creatività. Quando si sente stanco, però, comincia a commettere degli errori, perde questa capacità di leggere e influenzare il gioco. Ma è un difetto che ci sta, parliamo di un ragazzo giovane con ampi margini di miglioramento». In effetti Paquetá è arrivato al Milan prima di compiere 22 anni, e solo il prossimo agosto taglierà il traguardo dei 24. E poi l'avventura vissuta in rossonero è stata segnata da tantissimi equivoci tattici, le sue caratteristiche non si sposavano con il calcio di Gattuso, e neanche con quello di Giampaolo e Pioli, così la cessione – per 21 milioni di euro più bonus sulla futura rivendita – è stata una scelta inevitabile, e che ora sta ripagando tutti. Soprattutto il giocatore, che in un contesto più affine alle sue doti ha finalmente iniziato a mostrare il suo talento, e ora può pensare di aggiungere ciò che serve per arrivare a un livello più alto, per prepararsi a fare ciò che ci si aspettava da lui quando era uno dei talenti più promettenti del Brasile: diventare un calciatore in grado di essere dominante, anzi decisivo, anche in un top club. Forse Paquetá non è ancora arrivato a questo punto, ma la strada giusta per riuscirci sembra essere proprio quella intrapresa al Lione.

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