La Federazione della Nuova Zelanda vuole cambiare il soprannome della Nazionale di calcio

Il nickname "All Whites" non sarebbe abbastanza inclusivo.
di Redazione Undici 23 Agosto 2021 alle 16:46

Da tempo, in Nuova Zelanda, si parla di una possibile modifica al nickname della Nazionale di calcio: il soprannome “All Whites”, infatti, è considerato discriminante e poco inclusivo, anche per via della storia e della cultura del Paese, che di fatto è nato dalla stipula del Te Tiriti o Waitangi – nome maori del trattato di Waitanigi, che nel 1840 sancì l’installazione di un governo britannico in Nuova Zelanda in cooperazioni con le tribù locali. Proprio il trattato di Waitanagi è citato in una nota della Federcalcio neozelandese, che ha annunciato la revisione del nickname della Nazionale come parte di un nuovo progetto di aggiornamento ed espansione culturale: «Come molti altri organismi nazionali, il calcio neozelandese è in viaggio verso l’inclusione culturale e nel rispetto dei principi di Te Tiriti o Waitangi. Vogliamo essere uno sport inclusivo, e perciò stiamo lavorando con tutte le parti per verificare che ogni aspetto della nostra organizzazione sia adatto all’era contemporanea».

Non sono ancora state avanzate altre proposte, ma è possibile che lo storico soprannome utilizzato per presentare la Nuova Zelanda in ambito calcistico possa essere ritenuto non più gradito dalla Federazione. Secondo quanto riportato dalla CNN, i dirigenti di Auckland avrebbero deciso di avviare questa revisione spinti dalle istanze di alcune franchigie sportive americane, prima tra tutte i Washington Redskins, che hanno cancellato alcuni riferimenti discriminatori nella propria ragione sociale. La spinta, però, sembrerebbe venire anche dall’interno: nel 2019, dopo l’attentato terroristico di Christchurch che causò 51 morti, i Crusaders – una delle squadre di rugby più riconoscibili del Paese – decisero di eliminare il cavaliere e la spada dal proprio logo ufficiale. La società valutò anche di cambiare nome, e quindi di cancellare il riferimento alle crociate, ma alla fine ha tenuto una linea più morbida.

Ma da dove arriva questo soprannome che, col tempo, è diventato così controverso? Secondo le cronache neozelandesi, tutto nasce nel corso delle qualificazioni ai Mondiali del 1982, i primi raggiunti dalla Nazionale oceanica. Storicamente, la rappresentativa della Nuova Zelanda è sempre scesa in campo con maglia bianca e calzoncini neri, perché la Fifa imponeva che la maglia nera fosse una prerogativa degli arbitri – e quindi non era possibile vestire un’uniforme interamente nera, come quella dell’iconica Nazionale di rugby. In occasione di una gara contro Taiwan, i giocatori indossarono un kit totalmente bianco per distinguersi meglio dai padroni di casa. In seguito quella combinazione cromatica venne riproposta, le vittorie messe in fila nelle eliminatorie di Coppa del Mondo alimentarono l’entusiasmo dei tifosi e così il nickname All Whites divenne praticamente “ufficiale”, anche perché in questo modo la squadra di calcio poteva avere una piccola assonanza con gli All Blacks, che già allora erano un fenomeno sportivo – e non solo – di valore planetario. Nel corso degli anni, questo soprannome nato in maniera “innocente” è stato equivocato, nel senso che è stato accusato di razzismo più o meno inconsapevole. Al punto che, oggi, sembra destinato a essere messo fuori gioco dalla stessa federazione neozelandese.

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