Il Manchester City è diventato una cooperativa del gol

La squadra di Guardiola segna tantissimo, e con molti calciatori diversi.
di Redazione Undici 20 Ottobre 2021 alle 15:10

La vittoria per 5-1 in casa del Club Bruges ha proiettato il Manchester City verso gli ottavi di finale di Champions League, e ha permesso alla squadra di Pep Guardiola di ritoccare diversi record stagionali: finora i Citizens hanno vinto otto gare su 13, con 33 gol fatti e 11 subiti. Proprio il dato delle reti realizzate, se analizzato a fondo, diventa piuttosto significativo: quelle segnate in Belgio dal giovane Cole Palmer e da Kyle Walker hanno portato a 15 il numero dei marcatori stagionali del City. Se consideriamo i club inglesi, solo Chelsea (13 giocatori), Aston Villa e Liverpool (entrambe a dieci) raggiungono la doppia cifra di calciatori a segno in tutte le competizioni.

Il capocannoniere stagionale del Manchester City è Riyad Mahrez, autore di sei gol così distribuiti: tre in Champions League, due in Coppa di Lega e solo uno in Premier League; in campionato, i giocatori che hanno segnato di più sono Gabriel Jesus, Kevin De Bruyne, Ferrán Torres e Bernardo Silva, tutti a quota due. Gli altri giocatori che hanno trovato la via della rete in più di un’occasione sono stati il nuovo acquisto Jack Grealish, Phil Foden, João Cancelo e il già citato Cole Palmer, che prima di segnare a Bruges era già entrato nel tabellino del match di Coppa di Lega contro il Wycombe – finito 6-1 per gli uomini di Guardiola. Con un solo gol, ci sono Sterling, Gundogan, Laporte, Rodri, Aké e Walker. In pratica, considerando solo i giocatori di movimento della prima squadra ed escludendo i portieri Éderson e Steffen, gli unici che non sono riusciti a segnare sono Rúben Dias, Zinchenko e Fernandinho. Più Stones e Mendy, che però finora sono riusciti a scendere in campo una sola volta – Mendy ha problemi con la giustizia ed è in carcere per via di un’accusa di stupro, Stones è il grande escluso dalle rotazioni in questa stagione.

Dopo la vittoria in Premier contro il Chelsea, poco meno di un mese fa, Pep Guardiola ha detto: «Quest’anno non abbiamo un giocatore che segnerà 25 gol in campionato da solo, quindi dobbiamo farlo come squadra». Sta andando esattamente in questo modo, considerando che pur senza l’acquisto di Kane o di Haaland, obiettivi più o meno dichiarati del mercato estivo, il City ha il secondo miglior attacco della Premier (16 gol segnati, solo il Liverpool fa meglio con 22) e il migliore della Champions League (11 gol segnati, come Ajax e Liverpool). Rispetto alle ultime stagioni, il gioco dei Citizens sembra ancora più codificato e sofisticato, le fasi di possesso palla “lento” sono costanti e le combinazioni offensive si materializzano dopo lunghe serie di passaggi, ma questo approccio sembra funzionare piuttosto bene, anche senza un attaccante in grado di raccogliere l’eredità di Agüero, che ha lasciato Manchester e l’Inghilterra dopo dieci splendide stagioni. .

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