Rangnick non può ancora andare in panchina al Manchester United a causa di Brexit

I nuovi regolamenti per il permesso di lavoro, più stringenti rispetto al passato, hanno fatto slittare il debutto del nuovo manager.
di Redazione Undici 02 Dicembre 2021 alle 18:47

L’arrivo di Ralf Rangnick al Manchester United è stata la notizia calcistica più interessante delle ultime settimane. In attesa di capire quale sarà il suo impatto sui Red Devils, considerando che sarà manager a interim fino al termine dell’anno e poi passerà a un ruolo dirigenziale, Rangnick ha dovuto fare i conti con dei problemi burocratici relativi al suo permesso di lavoro per il Regno Unito. E, quindi, anche con i nuovi regolamenti legati a Brexit. L’arrivo del nuovo allenatore è stato annunciato ufficialmente lunedì 29 novembre, ma fino a oggi il suo visto non era stato ancora concesso. Poi è arrivato il 2 dicembre, ma troppo tardi perché potesse andare in panchina con la sua squadra – lo United è impegnato nello scontro diretto con l’Arsenal, in programma a Old Trafford.

Ma come mai sono servite così tante ore per concedere un permesso di lavoro a un allenatore, tra l’altro conosciuto in tutta Europa? Come detto, tutto va ricondotto ai nuovi regolamenti introdotti nel Regno Unito dopo Brexit, che hanno reso più farraginosi i meccanismi di contrattualizzazione dei professionisti stranieri, a cominciare dai calciatori. Come spiega The Athletic, qualsiasi cittadino non britannico che vuole lavorare nel calcio inglese deve ottenere l’autorizzazione da parte del Corpo Direttivo della Football Associations. Solo che Rangnick, negli ultimi anni, non ha lavorato come allenatore per il tempo necessario a ottenere un visto automatico – l’ultima stagione vissuta in panchina è stata quella 2018/19, con il Lipsia; quella precedente risale al 2015/16, sempre con la squadra di proprietà della Red Bull. Di conseguenza, il Manchester United ha dovuto presentare una richiesta speciale a un organo speciale chiamato Exceptions Panel, che – letteralmente – concede delle deroghe eccezionali a professionisti dai grandi meriti sportivi.

Alla fine Rangnick è stato autorizzato a diventare manager del Manchester United, in virtù del fatto che «potrà dare un contributo significativo allo sviluppo del calcio inglese», come spiegato dai tre funzionari indipendenti nominati per giudicare sulla concessione della deroga. Anche l’esperienza di Rangnick in diversi club d’élite – Schalke, Stoccara e Hoffenheim – ha avuto un peso nella decisione di concedergli il permesso di lavoro. Come detto, però, l’autorizzazione è arrivata troppo tardi perché Rangnick possa esordire contro l’Arsenal, e allora il suo debutto è rimandato al match del weekend: lo United battezzerà il suo nuovo manager a Old Trafford, contro il Crystal Palace.

>

Leggi anche

Calcio
Momo Salah è stato il simbolo di un grande Liverpool, e anche per questo il suo addio poteva essere gestito meglio
La nostalgia e la paura di scontentare i tifosi si sono rivelati dei boomerang: Momo ha perso uno stipendio faraonico, il club un incasso enorme. E oggi il finale è meno dolce del previsto (a meno che i Reds non vincano la Champions).
di Redazione Undici
Calcio
Antoine Griezmann all’Orlando City è un affare dal potenziale enorme, sia sportivo che commerciale
L'annuncio è avvenuto con un anticipo di tre mesi, e anche il viaggio di Grizou in Florida è stata una cosa mai vista prima.
di Redazione Undici
Calcio
Juan Mata ha quasi 38 anni ed è finito in Australia, ma continua a giocare, a divertirsi e a essere decisivo
Il trequartista spagnolo, che nel frattempo è diventato anche un imprenditore di successo, sta trascinando i suoi Melbourne Victory con cinque gol e 12 assist in campionato.
di Redazione Undici
Calcio
Hugo Sánchez è diventato un host di Airbnb e offre la possibilità di soggiornare dentro lo stadio Azteca di Città del Messico
Una (bella) trovata di marketing organizzata dalla piattaforma americana, Official Fan Accomodation della Coppa del Mondo 2026.
di Redazione Undici