Il Psg schiera una formazione sempre diversa da 111 partite consecutive

È dai tempi di Tuchel, a dicembre 2019, che la squadra parigina non va in campo con gli stessi undici titolari per due gare di fila.
di Redazione Undici 11 Gennaio 2022 alle 11:54

La pandemia ha dilatato i tempi della vita di tutti noi in maniera molto personale, ogni volta che ne parliamo siamo indecisi se considerare lontanissimi o vicinissimi gli ultimi giorni vissuti senza restrizioni, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Il calcio, che da sempre si trasforma e si evolve a una velocità doppia rispetto a tutto il resto delle cose, è una buona cartina tornasole per capire quanti cambiamenti sono avvenuti, o anche semplicemente per tenerne conto: il 21 dicembre 2019, per esempio, è stata l’ultima volta in cui il Psg ha schierato la stessa formazione titolare per due gare di fila. Sembra incredibile, eppure è proprio così: secondo quanto evidenziato da una ricerca del giornale Le Temps, la squadra della capitale francese ha cambiato sempre formazione nelle ultime 111 partite – che sono, ovviamente, quelle giocate dal 21 dicembre 2019 a oggi nelle varie competizioni ufficiali.

Il 21 dicembre 2019, più di due anni fa, il Psg è sceso in campo per affrontare l’Amiens in una gara di Ligue 1: la squadra allora allenata da Thomas Tuchel (oggi manager del Chelsea) ha vinto la partita per 4-1 grazie ai gol di Mbappé (doppietta), Neymar e Icardi; oltre ai tre giocatori finiti sul tabellino dei marcatori, in campo c’erano il portiere Navas, i difensori Meunier (oggi al Borussia Dortmund), Thiago Silva (oggi al Chelsea), Diallo e Bernat e i centrocampisti Di María, Parédes e Marquinhos. Tre giorni prima, il 18 dicembre 2019, il Psg aveva affrontato e battuto il Saint-Etienne per 4-0 schierando la stessa identica formazione titolare. Curiosamente, ma forse non troppo, la squadra parigina ha segnato lo stesso numero di gol (quattro) con gli stessi giocatori: doppietta di Mbappé, gol di Neymar e di Icardi.

Da allora, come detto, il Psg è entrato in un periodo di profonda instabilità tecnica, che dura ancora oggi: Tuchel e poi Pochettino (che ha preso il posto dell’allenatore tedesco il 2 gennaio 2021) hanno schierato 111 formazioni tutte differenti anche per scelta, ci mancherebbe, ma soprattutto perché hanno dovuto far fronte a continui infortuni, alle positività riscontrate al Covid, alle varie operazioni di mercato che sono state concluse in questi ultimi due anni. Tutto ciò non ha impedito al Psg di mettere insieme grandi risultati (in queste 111 partite sono arrivate 76 vittorie), di vincere diversi trofei (tra il 2020 e il 2021 la squadra parigina ha vinto un campionato di Ligue 1, quello interrotto allo scoppio della pandemia, e poi due edizioni della Coppa di Francia, una Coupe de la Ligue e una Supercoppa) e di raggiungere la finale di Champions League nell’agosto 2020 e la semifinale nell’edizione 2020/21. Ma al tempo stesso è evidente che il Psg non sia mai riuscito a diventare un collettivo con meccanismi tattici sofisticati: ancora oggi la squadra di Pochettino fa fatica a esprimere un gioco veramente coerente, che vada al di là delle intuizioni dei singoli. Difficile riuscirci quando non si possono schierare mai gli stessi giocatori per due gare di fila, anche se si chiamano Messi, Mbappé, Neymar, Donnarumma, Hakimi, Di María.

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