Dal 2002 a oggi, lo Shakhtar ha acquistato ben 40 brasiliani

L'ultimo acquisto in ordine di tempo è David Neres dall'Ajax.
di Redazione Undici 17 Gennaio 2022 alle 12:22

Uno dei trasferimenti più in vista in una finestra di mercato che finora, Ferrán Torres a parte, non ha regalato fuochi d’artificio, è stato quello di David Neres allo Shakhtar Donetsk: Neres è arrivato alla corte di De Zerbi per una cifra attorno ai 12 milioni di euro più bonus. Considerando la giovane età (24 anni) e un talento che ha messo in mostra nelle sue cinque stagioni con l’Ajax, un acquisto molto interessante: tutti ricordano le sue grandi prestazioni nella stagione 2018/19, quando l’Ajax arrivò a un passo dalla finale di Champions League. Neres, all’epoca titolare inamovibile, fu uno dei giocatori più determinanti di quella squadra, segnando pure due gol pesanti tra ottavi e quarti a Real Madrid e Juventus. Il suo rendimento è però calato nelle stagioni successive e, complice l’esplosione di Anthony, l’esterno brasiliano ha deciso di accettare la sfida ucraina.

Brasiliano, dalle parti di Donetsk, è una parola decisamente comune: Neres è il quarantesimo verdeoro ad approdare, dal 2002 a oggi, nel club arancionero. Sempre in questa finestra di mercato, gli ucraini hanno acquistato un altro brasiliano, Vinicius Tobias, un terzino destro prelevato dall’Internacional (arriverà soltanto a febbraio, quando compirà 18 anni d’età). De Zerbi avrà a disposizione ben dodici brasiliani in rosa entro la fine della stagione: oltre ai già citati Neres e Vinicius, ci sono già Dodô, Marlon, Vitão, Maycon, Marcos Antônio, Tetê, Alan Patrick, Ismaily, Fernando e Júnior Moraes.

Non è nemmeno una sorpresa che i tre acquisti più costosi nella storia dello Shakhtar siano tutti brasiliani: Bernard dall’Atletico Mineiro per 25 milioni nel 2013, Pedrinho dal Benfica per 18 milioni nel 2021, Taison dal Metalist per 15 milioni nel 2012. Ancora di più, il discorso vale per le cessioni più remunerative: Fred al Manchester Utd nel 2018 per 59 milioni, Alex Teixeira al JS Suning nel 2015 per 50 milioni, Fernandinho al Manchester City nel 2013 per 40 milioni, Willian all’Anzhi nel 2012 per 35 milioni, Douglas Costa al Bayern nel 2015 per 30 milioni.

Gran parte di questa politica di cooptazione di brasiliani è dovuta a Mircea Lucescu, allenatore dello Shakhtar tra il 2004 e il 2016: Lucescu voleva costruire un nucleo di giocatori molto tecnici, e trovò nel mercato brasiliano una miniera di talento a disposizione e a costi decisamente abbordabili per il budget del club. Nel primo anno in carica, Lucescu portò in Ucraina Jádson, Elano, Matuzalém e Fernandinho; successivamente, ampliò la strategia di player trading grazie a una rete di scouting sempre più allargata, con il 2007 che fu particolarmente prolifico con gli acquisti di Willian, Luiz Adriano e Ilsinho. Nel 2009 arrivò l’affermazione più importante nella storia dello Shakhtar: la vittoria in Coppa Uefa in finale contro il Werder Brema. Gli autori dei gol vittoria? Facile, due brasiliani: Luiz Adriano e Jádson. La lista completa dei 40 brasiliani dello Shakhtar è consultabile qui.

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