Stati Uniti-Honduras è stata una delle partite più fredde nella storia del calcio

Si è giocato in Minnesota, a circa 20 gradi sotto zero. Il risultato: tutti i giocatori con lo scaldacollo, alcuni in ipotermia, e ovviamente tante polemiche
di Redazione Undici 03 Febbraio 2022 alle 18:01

Nella notte italiana, gli Stati Uniti hanno battuto per 3-0 l’Honduras. Per gli americani si tratta di un risultato importantissimo: i tre punti conquistati all’Allianz Field di Saint Paul, Minnesota, hanno permesso alla squadra di McKennie e Pulisic (entrambi a segno, in mezzo c’è stato il gol di Zimmerman) di consolidare il secondo posto – a pari punti col Messico – nel girone unico Concacaf delle qualificazioni ai Mondiali; se le gare finissero oggi, la Nazionale statunitense sarebbe certa di conquistare l’accesso alla fase finale della Coppa del Mondo in Qatar.

Al di là del risultato, Usa-Honduras resterà nella storia del calcio – non solo americano – per un altro motivo: il freddo patito dai giocatori in campo. Non sfugga che abbiamo citato lo stadio in cui si è disputata la partita, l’Allianz Field di Saint Paul, Minnesota. Ebbene, ieri a Saint Paul, Minnesota, la temperatura effettiva era di circa 20 gradi sotto zero, mentre quella percepita scendeva fino a -30° per via del vento intenso.

Non era difficile immaginare che la gara si sarebbe svolta in un contesto climatico del genere: tra gennaio e febbraio, la temperatura minima media a Saint Paul oscilla tra i -13° e i -10°. Eppure la Federcalcio americana ha scelto proprio la capitale del Minnesota per disputare questa gara. Secondo quanto riportato da diversi media, l’intenzione dei dirigenti americani era evitare che ci fossero tifosi ispanici – quindi schierati pro-Honduras – sugli spalti, e allora è stato scelto uno stadio nel Nord del Paese. Visto il risultato finale, la strategia si è rivelata vincente, ma è facile pensare che anche i giocatori di casa sarebbero stati contenti di ricevere qualche fischio in più piuttosto che giocare a calcio in quelle condizioni. Non a caso, Timothy Weah ha scritto su Instagram che «si ritirerà dal campo la prossima volta che dovrà giocare in queste condizioni».

Basta guardare le foto e i video della gara per rendersi conto delle difficoltà vissute dagli atleti, dagli arbitri, insomma da tutti coloro che sono stati coinvolti nella gara: ai giocatori è stato concesso di indossare degli scaldacollo, anche perché lo stesso arbitro ne ha indossato uno; Matt Turner, portiere degli Stati Uniti, non ha dovuto compiere un solo intervento in tutta la partita e così ha dovuto tenersi caldo correndo spesso a vuoto, su e giù per il campo; in un momento di pausa, lo stesso Turner è corso verso la sua panchina per avvolgersi in una coperta e godersi qualche istante di calore. I giocatori honduregni, inevitabilmente meno abituati a queste temperature, hanno dovuto fronteggiare conseguenze molto più serie, e anche pericolose: il giornalista Oscar Funes, sul suo profilo Twitter, ha raccontato che due componenti della Nazionale ospite – il portiere López e l’attaccante Quioto – sono andati in ipotermia, e sono stati trattati con delle iniezioni nell’intervallo tra primo e secondo tempo. Entrambi sono stati sostituiti dal ct colombiano Gómez. Anche per lui non deve essere stata una bella serata.

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