Il tifo è al tempo stesso immutabile e mutevole. Sono identità e passione che restano ancorate alle scelte che abbiamo fatto o ci sono state tramandate, se non imposte, ma che si misurano col tempo: il nostro e quello che sta fuori da noi, quello generale, condiviso, quello che solitamente chiamiamo periodo, era o epoca. Tifare oggi, quindi, significa molte delle cose che non cambiano e molte altre connesse al momento che viviamo: oggi si tifa ancora per una squadra, la propria, per colleganza territoriale o per colleganza ideale o estetica; si tifa un club internazionale scavalcando definitivamente l’idea stessa di territorialità, come evoluzione del tifo extraterritoriale ma nazionale dei decenni precedenti; si può tifare per un solo atleta e dunque cambiare squadra anche in funzione dei trasferimenti di mercato. Si può tifare per più di una squadra e se anche la cosa non torna e fa male a chi è più conservatore e identitario, è ormai un fatto comunemente accettato. Cambiano i luoghi, non solo per le regole che hanno imposto la chiusura totale o parziale degli stati in questi due anni. Cambiano i device. Cambiano le piattaforme: il bar sport contemporaneo è Twitch. Non cambia, invece, ciò che sta sotto. Il perché tifiamo: per passione, emozione, dedizione. Per senso di comunità, per fedeltà a qualcosa che, pur se condivisa, è molto individuale. Tifare è elemento costitutivo dello sport. Questo numero lo racconta in molte declinazioni: latitudini, momenti, idee diverse. Buona lettura. Buon tifo.
Tifare oggi
Come si evolve una passione: l'editoriale del nostro numero, in edicola da oggi.
di Giuseppe De Bellis 01 Marzo 2022 alle
13:21
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