Il tifo è al tempo stesso immutabile e mutevole. Sono identità e passione che restano ancorate alle scelte che abbiamo fatto o ci sono state tramandate, se non imposte, ma che si misurano col tempo: il nostro e quello che sta fuori da noi, quello generale, condiviso, quello che solitamente chiamiamo periodo, era o epoca. Tifare oggi, quindi, significa molte delle cose che non cambiano e molte altre connesse al momento che viviamo: oggi si tifa ancora per una squadra, la propria, per colleganza territoriale o per colleganza ideale o estetica; si tifa un club internazionale scavalcando definitivamente l’idea stessa di territorialità, come evoluzione del tifo extraterritoriale ma nazionale dei decenni precedenti; si può tifare per un solo atleta e dunque cambiare squadra anche in funzione dei trasferimenti di mercato. Si può tifare per più di una squadra e se anche la cosa non torna e fa male a chi è più conservatore e identitario, è ormai un fatto comunemente accettato. Cambiano i luoghi, non solo per le regole che hanno imposto la chiusura totale o parziale degli stati in questi due anni. Cambiano i device. Cambiano le piattaforme: il bar sport contemporaneo è Twitch. Non cambia, invece, ciò che sta sotto. Il perché tifiamo: per passione, emozione, dedizione. Per senso di comunità, per fedeltà a qualcosa che, pur se condivisa, è molto individuale. Tifare è elemento costitutivo dello sport. Questo numero lo racconta in molte declinazioni: latitudini, momenti, idee diverse. Buona lettura. Buon tifo.
Tifare oggi
Come si evolve una passione: l'editoriale del nostro numero, in edicola da oggi.
di Giuseppe De Bellis 01 Marzo 2022 alle
13:21
>
Leggi anche
Manuel Neuer ha quarant’anni, eppure ha deciso Real Madrid-Bayern Monaco e continua a stupire tutto il mondo
Tra parate miracolose e uscite ambiziosissime, il portiere tedesco ha confermato di essere ancora un fuoriclasse assoluto.
Mircea Lucescu ha dato tutto quello che aveva per il calcio, e l’ha fatto fino all’ultimo
Il tecnico rumeno, morto a pochi giorni dalla sua ultima partita in panchina, ha attraversato tante epoche inseguendo un'utopia: quella del gioco come luogo in cui allevare persone, prima che atleti.
A novembre il Southampton era 20esimo in Championship, ma poi è arrivato l’ex allenatore in seconda del Genoa e ha ribaltato tutto
Si chiama Tonda Eckert, ha 33 anni e ha lavorato con Blessin, Gilardino e Vieira. Nel frattempo ha fatto anche il corso UEFA Pro a Coverciano, ma adesso si sta imponendo nel calcio inglese.
Luis Díaz e Michael Olise sono diversissimi tra loro, eppure formano una coppia perfetta che sta portando il Bayern Monaco ad altezze siderali
La squadra di Kompany sta stracciando ogni record di punti e di gol. E il merito è anche di due esterni offensivi che hanno già superato, almeno a livello numerico, l'impatto della "Robbery".