Tifare oggi

Come si evolve una passione: l'editoriale del nostro numero, in edicola da oggi.
di Giuseppe De Bellis 01 Marzo 2022 alle 13:21

Il tifo è al tempo stesso immutabile e mutevole. Sono identità e passione che restano ancorate alle scelte che abbiamo fatto o ci sono state tramandate, se non imposte, ma che si misurano col tempo: il nostro e quello che sta fuori da noi, quello generale, condiviso, quello che solitamente chiamiamo periodo, era o epoca. Tifare oggi, quindi, significa molte delle cose che non cambiano e molte altre connesse al momento che viviamo: oggi si tifa ancora per una squadra, la propria, per colleganza territoriale o per colleganza ideale o estetica; si tifa un club internazionale scavalcando definitivamente l’idea stessa di territorialità, come evoluzione del tifo extraterritoriale ma nazionale dei decenni precedenti; si può tifare per un solo atleta e dunque cambiare squadra anche in funzione dei trasferimenti di mercato. Si può tifare per più di una squadra e se anche la cosa non torna e fa male a chi è più conservatore e identitario, è ormai un fatto comunemente accettato. Cambiano i luoghi, non solo per le regole che hanno imposto la chiusura totale o parziale degli stati in questi due anni. Cambiano i device. Cambiano le piattaforme: il bar sport contemporaneo è Twitch. Non cambia, invece, ciò che sta sotto. Il perché tifiamo: per passione, emozione, dedizione. Per senso di comunità, per fedeltà a qualcosa che, pur se condivisa, è molto individuale. Tifare è elemento costitutivo dello sport. Questo numero lo racconta in molte declinazioni: latitudini, momenti, idee diverse. Buona lettura. Buon tifo.

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici