I gol su punizione diretta sono sempre più rari

Una tendenza che riguarda tutti i grandi campionati europei.
di Redazione Undici 23 Marzo 2022 alle 13:20

Biraghi (tre), Pellegrini, Verdi e Ibrahimovic (due). E poi Vlahovic, Florenzi, Orsolini, Tonali, Dimarco, Deulofeu, Scamacca, Molina, Kastanos e Sabiri, tutti a quota uno. Questi nomi e queste cifre consentono di parlare della Serie A come del campionato top in Europa in cui si segna di più su punizione diretta, un fondamentale che pare stia andando incontro all’estinzione, almeno stando alle rilevazioni pubblicate da The Athletic in questo articolo. In Italia, le 19 realizzazioni su punizione diretta rappresentano l’8% di tutti i tentativi di conclusione verso la porta avversaria, almeno fino a questo momento. È un dato più alto, anche se non di molto, rispetto alla Premier League (dove siamo sotto al 6%), alla Liga (meno del 4%) e pure a Bundesliga e Ligue 1, dove però il tasso di conversione è leggermente più alto – tra il 7,5% e il 7,8%.

Il fatto che in Serie A si segni (leggermente) di più su punizione diretta, almeno rispetto alle altre quattro leghe più ricche e competitive del Vecchio Continente, è storicamente verificato: il dato di quest’anno è inferiore a quello fatto registrare nella stagione 2017/18, quando addirittura il 9% dei tentativi fu convertito in gol. È la percentuale più alta delle ultime sei stagioni in tutti i grandi campionati europei, che tutti insieme raggiungono una media aggregata di poco superiore al 6%. Anche queste cifre sono un segnale chiaro: l’arte di segnare su punizione sta scomparendo, o comunque si tratta di una soluzione meno efficace e meno utilizzata rispetto al passato. Ci sono dei numeri anche a supporto di quest’ultima microtesi: nell’edizione 2016/17 della Serie A, la media di conclusioni dirette su calcio di punizione era di 1,2 a partita; nel campionato 2021/22, quello stesso dato è sceso sotto l’unità, esattamente come in tutte le altre leghe top.

Insomma, per dirla brutalmente: su calcio di punizione, almeno su quelli potenzialmente diretti, si tira e si segna sempre di meno. Quali potrebbero essere i motivi di questo calo generalizzato, registrato su scala internazionale? Uno dei primi aspetti di cui bisogna tener conto riguarda, fatalmente, il numero di falli che vengono commessi: nella stagione 2012/13, in Premier League il gioco veniva interrotto – in media – per 22,5 infrazioni ogni 90 minuti, il 22% in meno rispetto alla stagione 2005/06; oggi siamo sotto quota 20 per match, quindi il trend è ancora vistosamente in calo. E poi ci sono da considerare anche le “intrusioni” sempre più frequenti e consistenti dei big data: cercare la conclusione diretta su punizione vuol dire – è inevitabile – provare a fare gol da fuori area, contravvenendo a tutte le rilevazioni degli ultimi anni, quelle per cui conviene tirare meno, però da posizione più ravvicinata, piuttosto che bombardare i portieri avversari con tentativi velleitari. Per lo stesso motivo, legato ai modelli statistici basati sui gol attesi, i giocatori contemporanei tirano sempre meno dalla media o lunga distanza, anche con palla in movimento.

Fortunatamente le percentuali non sono ancora così basse perché non si realizzino delle video compilation su YouTube

Tutto questo non vuol dire che non esistano più gli specialisti dei calci piazzati diretti in porta. Semplicemente, si tratta di giocatori che hanno dei tassi di conversione molto più bassi di quelli che crediamo. Prendiamo Lionel Messi, leader della classifica generale di gol su punizione dal 2016 a oggi: il fuoriclasse argentino del Psg, considerando solo le partite di campionato (quindi di Liga e di Ligue 1), ha segnato 22 gol nelle ultime sei stagioni. Sembrano tantissimi, lo sono, ma in realtà la proporzione non è così scintillante: ha avuto bisogno di 200 tentativi per raggiungere questa cifra. Va da sé che Messi ha realizzato poco più del 10% delle sue opportunità da fermo, una quota inferiore rispetto a quella di Coutinho (cinque gol su 25 tentativi), Milinkovic-Savic (sei reti su 33 tentativi), Iago Aspas (sette gol su 39 tentativi).

E poi c’è l’altro grande freak, vale a dire James Ward-Prowse: il capitano del Southampton è l’unico giocatore in Europa, a parte il già citato Messi, ad aver raggiunto la doppia cifra di gol realizzati su punizione diretta dal 2016 a oggi (11), solo che c è riuscito con 70 tentativi. Basta fare un calcolo veloce per rendersi conto che Ward-Prowse ha una percentuale realizzativa del 13%, un dato altissimo considerando il numero di punizioni calciate verso la porta avversaria. Ecco, se tutte le squadre avessero un Ward-Prowse forse i dati generali cambierebbero, ma purtroppo – o per fortuna – certi calciatori sono rari. Se non unici.

>

Leggi anche

Calcio
L’Iran ha detto di essere in trattativa per spostare le sue partite dei Mondiali in Messico, ma la FIFA ha già chiarito che è impossibile
I biglietti sono già stati venduti e unno spostamento avrebbe ripercussioni sul calendario e sulla logistica delle altre Nazionali.
di Redazione Undici
Calcio
Negli ultimi anni il PSG ha lanciato tanti giovani della sua Academy, ma adesso sta facendo fatica a trattenerli in squadra (e i motivi non sono solo economici)
L'enorme quantità di talento a disposizione del club parigino limita gli spazi in campo, ma agenti e giocatori lamentano anche una mancanza di chiarezza nel progetto.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bayern ha tutti i portieri infortunati e vorrebbe schierarne uno di 16 anni nel match contro l’Atalanta, ma in Germania c’è una legge che gli impedisce di farlo
Ci sarebbe bisogno di una deroga. E in passato, agli Europei, questa deroga era stata concessa in un caso esemplare: Lamine Yamal nella Spagna.
di Redazione Undici
Calcio
In Spagna ci sono ancora dei dubbi (e molte polemiche) sugli stadi che ospiteranno il Mondiale 2030
A quattro anni dal torneo, alcune grandi città hanno ritirato la loro candidatura. Altre, invece, potrebbero clamorosamente rientrare in corsa.
di Redazione Undici