Come hanno fatto i tifosi dell’Eintracht a invadere il Camp Nou?

Ieri sera a Barcellona c'erano 30mila tedeschi: il Barcellona non è riuscito a capire come sia successo, e qualcuno sostiene che sarebbero stati i tifosi del Barça a rivendere i loro stessi biglietti.
di Redazione Undici 15 Aprile 2022 alle 11:56

In campo il Barcellona ha perso, sugli spalti anche. Nel ritorno dei quarti di finale di Europa League contro l’Eintracht Francoforte, si è assistito a qualcosa che al Camp Nou non avrebbe mai pensato di poter vedere. E non stiamo parlando della sconfitta per 2-3: sui 71mila spettatori totali ammessi nello stadio del Barça, oltre 30mila erano tedeschi. Un muro bianco presente in ogni settore dello stadio, che secondo Xavi ha finito per destabilizzare i giocatori in campo: «Ci aspettavamo 70-80mila catalani, invece sembrava una finale. È stato un nostro errore di calcolo», ha detto il tecnico azulgrana dopo la partita. Il Barcellona sta ancora capendo come sia stato possibile un afflusso così imponente di tifosi ospiti. Il club catalano aveva rispettato il regolamento Uefa, riservando il 5% dei biglietti disponibili per il Camp Nou – circa 5mila tagliandi – ai fan tedeschi. Secondo quanto riportato dal quotidiano catalano Mundo Deportivo, che ha riportato le dichiarazioni di alcune persone interne al Barça, i tifosi tedeschi sono riusciti a prenotare il proprio posto al Camp Nou attraverso rivenditori non ufficiali, oppure utilizzando carte di credito spagnole che hanno permesso di eludere  la geolocalizzazione.

Ma l’accusa più grave è quella rivolta da un consigliere del presidente Laporta, Enric Masip, ai suoi stessi tifosi: «Ognuno ha il diritto di vendere il proprio abbonamento, ma quanto è triste vedere il Camp Nou con così tanti rivali…»., ha scritto su Twitter Un riferimento – nemmeno troppo velato – a quei tifosi del Barcellona che hanno ceduto il proprio biglietto a quelli dell’Eintracht arrivati in massa in città. E mentre il club, attraverso le parole di Laporta, promette di fare tutto il possibile perché «una vergogna del genere non si ripeta», sono sempre di più le lamentale dei tifosi catalani per i disordini creati dai tedeschi sugli spalti, tanto che alcuni sono stati costretti a lasciare lo stadio prima del fischio finale. La giornalista di Catalunya Ràdio, Marta Carreras, ha scritto sul proprio profilo Twitter di «aver dovuto lasciare lo stadio con i miei figli per motivi di sicurezza. Eravamo accerchiati da tedeschi e senza nessuno che potesse controllare ciò che stesse succedendo».

In ogni caso, Xavi è andato oltre ciò che è successo sugli spalti, per spiegare l’inattesa sconfitta della sua squadra, risalita sul 2-3 solo nei minuti finali: «Parlare dei tifosi non è una scusa, ma il vero problema è stato il nostro gioco: avevamo il possesso palla, ma non sapevamo come sfruttarlo. I nostri avversari hanno avuto il merito di saper sfruttare molto bene le loro virtù». In semifinale, l’Eintracht affronterà il West Ham, mentre dall’altra parte del tabellone ci sarà la sfida tra RB Lipsia e Rangers Glasgow.

>

Leggi anche

Calcio
Negli ultimi anni il PSG ha lanciato tanti giovani della sua Academy, ma adesso sta facendo fatica a trattenerli in squadra (e i motivi non sono solo economici)
L'enorme quantità di talento a disposizione del club parigino limita gli spazi in campo, ma agenti e giocatori lamentano anche una mancanza di chiarezza nel progetto.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bayern ha tutti i portieri infortunati e vorrebbe schierarne uno di 16 anni nel match contro l’Atalanta, ma in Germania c’è una legge che gli impedisce di farlo
Ci sarebbe bisogno di una deroga. E in passato, agli Europei, questa deroga era stata concessa in un caso esemplare: Lamine Yamal nella Spagna.
di Redazione Undici
Calcio
In Spagna ci sono ancora dei dubbi (e molte polemiche) sugli stadi che ospiteranno il Mondiale 2030
A quattro anni dal torneo, alcune grandi città hanno ritirato la loro candidatura. Altre, invece, potrebbero clamorosamente rientrare in corsa.
di Redazione Undici
Calcio
Axel Disasi è rinato al West Ham dopo un periodo tremendo al Chelsea, e il merito è anche di un preparatore di football americano
Avere un fisico da quarterback, talvolta, può essere un vantaggio anche nel calcio. Basta trovare la persona giusta: sempre più spesso succede fuori dai club di appartenenza.
di Redazione Undici