Cosa dicono i calciatori iraniani delle proteste delle donne nel loro Paese

Sardar Azmoun e diversi suoi compagni si sono espressi sui social a difesa delle loro connazionali.
di Redazione Undici 27 Settembre 2022 alle 11:23

Manca poco più di un mese e mezzo ai Mondiali di calcio, ma c’è una nazione-Nazionale che sta dirottando la sua concentrazione su altro. Si tratta dell’Iran, inserita nel Gruppo B – con Inghilterra, Stati Uniti e Galles – e alle prese con le proteste nei confronti del regime della Repubblica Islamica. Tutto è cominciato dieci giorni fa, quando Mahsa Amini, una donna di 22 anni, è morta in carcere a Teheran dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa per non aver indossato il velo nella maniera corretta. In diverse città del Paese, da allora, sono scoppiate delle manifestazioni di grande impatto: oltre agli incendi appiccati, ai lanci di pietre e alle auto rovesciate, molte donne hanno bruciato i propri veli e/o si sono tagliate i capelli in pubblico. Gli inevitabili scontri con le forze dell’ordine hanno portato alla morte di 41 persone tra manifestanti e poliziotti, ma secondo Il Postche a sua volta cita Iran Human Rights, organizzazione per i diritti umani nel Paese – le persone uccise sarebbero molte di più, almeno 57.

Come detto, in questa storia il calcio c’entra eccome. E non solo perché si approssimano i Mondiali. La Nazionale di calcio ha giocato – e vinto, per 1-0 – una partita amichevole contro l’Uruguay giocata in Austria, ma nel frattempo ha manifestato la sua vicinanza alle donne iraniane. E l’ha fatto a partire dal suo uomo-simbolo, dal giocatore più forte e rappresentativo: si tratta di Sardar Azmoun, attaccante 27enne del Bayer Leverkusen che ha pubblicato una stories di denuncia sulla sua pagina Instagram. Nel post, Azmoun ha scritto che «noi giocatori non possiamo esprimerci prima della fine di questo ritiro per via del regolamento interno della Nazionale, ma personalmente non sono più in grado di tollerare il silenzio. Possono anche escludermi dalla squadra: è un sacrificio che farei anche per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Vergognatevi per la facilità con cui uccidete le persone. Lunga vita alle donne iraniane».

Il post non è più visibile, perché l’account Instagram di Azmoun è stato svuotato di tutti i contenuti, pur essendo ancora attivo, ma è stato ricondiviso dall’attivista e giornalista Reza H. Akbari sul suo profilo Twitter. La manifestazione non è rimasta isolata: diversi compagni di Nazionale hanno mostrato il loro sostegno alla causa sui loro social, in particolare cambiando la loro foto del profilo o pubblicando il messaggio «I capelli delle nostre ragazze sono coperti da un sudario». Tra questi ci sono alcuni pilastri della rappresentativa guidata dal portoghese Carlos Queiroz, per esempio Mehdi Taremi, Vahid Amiri o Karim Ansarifard. Insomma, la spedizione ai Mondiali dell’Iran sta iniziando in maniera a dir poco controversa. Anche perché, come racconta Forbes in questo articolo, in occasione dell’amichevole contro l’Uruguay sono state annullate le interviste in zona mista e la conferenza stampa del postpartita, in modo che i giocatori e Queiroz non dovessero rispondere a domande scomode – per loro e per la politica iraniana. Alla fine, però, Azmoun e i suoi compagni hanno deciso di esporsi comunque. E in maniera netta. Nonostante il rischio concreto di dover saltare la Coppa del Mondo.

>

Leggi anche

Calcio
Il Manchester United sta vivendo la stagione più triste degli ultimi 110 anni
La qualificazione in Champions League potrebbe ancora riscattarla, certo, ma intanto i Red Devis hanno aggiornato altri record negativi: a metà gennaio, infatti, sono già (praticamente) certi di non vincere un trofeo a fine stagione.
di Redazione Undici
Calcio
Il matrimonio tra il Real Madrid e Xabi Alonso non poteva funzionare, e le colpe sono soprattutto del Real Madrid
Un club come il Real, nel bene e nel male, non può pensare di non avere allenatori che non si chiamino Zidane o Ancelotti.
di Redazione Undici
Calcio
Andreas Tetteh è il primo calciatore nero nella storia della Nazionale greca, e così è diventato un simbolo della lotta alle discriminazioni
Se nel basket è stato fondamentale il ruolo di Antetokounmpo, il calcio greco finora non aveva avuto alcun punto di riferimento contro la discriminazione razziale: il nuovo attaccante del Panathinaikos ci sta riuscendo.
di Redazione Undici
Calcio
Il Brighton ha aggiunto un preparatore degli All Blacks al suo staff tecnico
Mike Anthony ha lavorato per tanti anni con la Nazionale neozelandese di rugby, e adesso proverà a importare i suoi metodi anche in uno dei club più visionari del panorama europeo.
di Redazione Undici