Gli argentini hanno cercato di vendicare la vecchia faida tra Riquelme e Van Gaal?

In una partita piuttosto carica di tensioni, Messi e i giocatori della Selección non hanno dimenticato questa storia di vent'anni fa.
di Redazione Undici 10 Dicembre 2022 alle 12:17

Durante la partita tra Paesi Bassi e Argentina, la tensione è stata a dir poco elevata. Fin dal primo minuto. Anzi: ancora prima del fischio d’inizio dell’arbitro spagnolo Mateu Lahoz. Il merito/colpa è di Louis van Gaal, ct degli Oranje: da moltissimi anni, il tecnico olandese manifesta un’insofferenza piuttosto accentuata nei confronti dei giocatori argentini e sudamericani. Un atteggiamento rinfocolato nei giorni precedenti alla gara giocata ieri: ricordando l’incrocio del 2014 – anche quello finito ai rigori – Van Gaal aveva detto che la sua squadra aveva «reso inoffensivo Messi», che «senza palla era facile rendere innocuo» il capitano dell’Argentina. Quando Messi ha segnato il gol del 2-0 – dopo che aveva già servito un meraviglioso assist a Molina in occasione del vantaggio della Selección – si è rivolto verso la panchina dei Paesi Bassi e ha messo le due mani ai lati delle orecchie, come si vede nelle foto in apertura, in una posa che ha ricordato l’iconica esultanza di Juan Román Riquelme – un gesto che in Argentina chiamavano e chiamano El Topo Gigio. Ma perché?

I riflettori vanno puntati di nuovo sulla storia di Van Gaal: Riquelme, infatti, è stato il calciatore argentino più avversato dall’allenatore olandese. Come scritto anche da The Athletic in questo articolo, durante la loro esperienza condivisa al Barcellona, nella prima parte della stagione 2002/03, il fantasista proveniente dal Boca è stato utilizzato pochissimo – solo sei partite da titolare in Liga – e anche fuori ruolo da Van Gaal; alcune leggende sull’allenatore olandese, per esempio quella secondo cui Van Gaal abbia chiesto a Riquelme di andare via «se tiene davvero al Barcellona», sono raccontate ancora oggi con una – inevitabile – punta di disprezzo dai media e dagli appassionati argentini, come se si trattasse di un affronto all’intero movimento calcistico, alla nazione, non solo nei confronti del singolo giocatore. L’idea che certe esultanze possano essere considerate come una “vendetta” per la faida Riquelme-Van Gaal viene confermata anche dall’ormai celebre fotografia scattata un attimo dopo la fine della partita, quando Lautaro Martínez ha segnato il rigore decisivo per portare l’Argentina in semifinale. Questa foto qui:

Il momento che tutti i giocatori argentini ricorderanno per sempre (Elsa/Getty Images)

Si vede chiaramente che il numero 19 della Selección, Nicolás Otamendi, porta di nuovo le mani alle orecchie per ricomporre il Topo Gigio. In realtà, in alcuni video postati sui social network si vede che l’esultanza – non proprio sportiva – degli argentini dopo il rigore decisivo di Lautaro è stata una reazione al comportamento – ancora meno sportivo – dei giocatori olandesi prima del penalty: in questo post, per esempio, si vede chiaramente che diversi calciatori in maglia Oranje sono andati a infastidire l’attaccante dell’Inter mentre si dirigeva verso il dischetto. Il punto è che Otamendi ha scelto proprio quel gesto per sfogare la sua gioia e la sua tensione nei confronti degli olandesi, nei confronti di Van Gaal: un gesto dolce e rievocativo del passato, di un’antipatia che non si è mai sopita.

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