Il Qué miras, bobo? di Messi compariva già in un’iscrizione di un monastero in Galizia

All'interno di un chiostro costruito nel Cinquecento.
di Redazione Undici 22 Dicembre 2022 alle 16:40

«Qué miras bobo? Anda pa’alla, bobo». Non c’è bisogno di dire chi ha pronunciato questa frase e in questo contesto: al pari del gesto canzonatorio di Martinez nella cerimonia di premiazione e del saltabeccare di Salt Bae da una parte all’altra alla ricerca di giocatori argentini da molestare, la frase di Messi rivolta a Weghorst nel dopo-partita di un infuocato Argentina-Olanda è diventata materia per meme, remix, scadente merchandising di culto. Ancor più che certe giocate in campo, sono proprio questi momenti – che raccontano il Messi incattivito, anche un po’ spaccone, che in questo Mondiale trionfante, in qualche modo, è servito – a rimanere nella memoria degli appassionati, argentini e non solo.

Nessuno però avrebbe mai pensato che quella frase – in particolare il Qué miras bobo, che significa “cosa guardi scemo” – sarebbe potuta trovarsi in un monastero: per la precisione, in quello di San Julián de Samos, fondato nel sesto secolo d.C., che si trova nelle vicinanze di Lugo, in Galizia. All’interno di un chiostro (il più piccolo, noto come “delle Nereidi”), datato al Sedicesimo secolo, si trova un’iscrizione che reca appunto quelle parole: Qué miras bobo, in forma ellittica. Una scritta assolutamente ironica, opera di Pedro Rodríguez, che si è occupato delle parti ornamentali del chiostro a metà del Cinquecento. Nessun riferimento a Messi, ovviamente, e quel Pedro Rodríguez, ancor più ovviamente, non è l’ex Barcellona, vecchio compagno di squadra dell’argentino.

>

Leggi anche

Calcio
La storia del Manchester United sarà raccontata in una serie tv, sullo stile di The Crown
E visto come procede il presente per i Red Devils, meglio crogiolarsi nei dolcissimi ricordi.
di Redazione Undici
Calcio
Il Tottenham ha battuto il Borussia Dortmund, ma la sua stagione è così deludente che i tifosi stanno iniziando a disertare lo stadio
I 10mila posti vuoti contro il BVB sono un segnale piuttosto eloquente.
di Redazione Undici
Calcio
L’Arsenal è una grandissima squadra, ma l’Inter continua ad avere delle amnesie che si pagano carissime, nei big match
I nerazzurri hanno offerto una buona prestazione, ma hanno compromesso tutto con degli errori gravi ed evitabili.
di Redazione Undici
Calcio
I Mondiali 2026 segneranno l’inizio di una nuova era tecnologica, grazie a Lenovo
Gli avatar di tutti i calciatori convocati, l’analisi tattica, le riprese e la logistica: gli strumenti dell’intelligenza artificiale cambieranno completamente il calcio, per i protagonisti e per chi lo guarda.
di Redazione Undici